21 Aprile 2008

Galeotta fu Gradara e il suo incanto

di Marcello Di Sarno (Blog Gradara. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Gradara Franca Foronchi intervistata per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua città a chi oggi la vive quotidianamente?
Il territorio di Gradara può offrire ai suoi cittadini un ottima qualità di vita, grazie ai tanti servizi a disposizione, alla Franca Foronchitranquillità della zona e alla vicinanza di realtà dinamiche come Gabicce Mare, Cattolica, Pesaro e Rimini che tanto offrono dal punto di vista culturale.
Inoltre a Gradara si respira un aria un po’ marchigiana e un po’ romagnola e il vantaggio di sorgere in un territorio di confine è quello di poter scegliere il meglio (a noi piace pensare che sia così…) tra le due culture. Gradara, ad esempio, offre un’ampia varietà di piatti, tipici di entrambe le tradizioni. Non a caso il nostro territorio, così come la popolazione, è definito marchignolo, né marchigiano né romagnolo ma un mix tra le due tradizioni.
Il centro storico è senz’altro uno dei punti di aggregazione principali di Gradara. Cerchiamo in ogni occasione di coinvolgere i bambini e i ragazzi delle scuole di Gradara con progetti che li avvicinino alla storia e alle tradizioni del loro paese.
Ad esempio, a Natale, nel corso delle manifestazioni natalizie note sotto il nome di “Castello di Natale”, si svolge un concorso di disegni al quale partecipano tutte le scuole di Gradara, dall’asilo nido alle scuole medie, il cui tema è “Gradara e lo spirito natalizio”. I disegni vengo poi esposti nel centro storico di Gradara e, nel corso dell’inaugurazione, tutti i bambini vengono premiati; così, in quella giornata, il borgo si riempie di bambini e di genitori, e quasi “mezza” Gradara partecipa alla premiazione. Ancora, l’anno scorso, gli alunni delle scuole elementari hanno realizzato una guida turistica di Gradara, la “Mini-guida per Mini-turisti” pensata apposta per i bambini che visitano il castello.
Gradara è un paese ancora molto vivibile, a misura d’uomo e io sto lavorando affinché lo resti ancora per molto!

Tre validi motivi per visitarla?

  • La Rocca. E’ il monumento più visitato delle Marche, supera anche il bellissimo Palazzo Ducale di Urbino. Con le sue 210.000 presenze nel corso del 2007, la Rocca si trova al 29° posto nella classifica nazionale dei monumenti più visitati d’Italia. Dei numeri davvero impressionanti per un Comune che da poco ha superato i 4.000 abitanti.
    La Rocca è in condizioni davvero eccellenti e per questo dobbiamo ringraziare la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Urbino che la gestisce con cura e competenza.
    La rocca di Gradara ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti. Ancora più suggestiva è la vista della Rocca e del borgo nelle ore notturne, quando una seducente illuminazione avvolge Gradara in un’atmosfera intrigante. Grazie ad una storia fortunata e ad una grande opera di restauro negli anni ’20, Gradara si trova oggi in condizioni davvero eccellenti e si presenta così com’era nel 1400.
  • Paolo e Francesca. Tradizione vuole che Gradara sia stata il luogo dove si sarebbe svolta la tragica storia di Paolo e Francesca raccontata da Dante nella Divina Commedia, per la precisione nel V canto, uno dei passi più conosciuti e recitati.
    Questo anche perché Gradara è, effettivamente, il luogo ideale per ambientare una storia d’amore: l’affascinante e suggestiva fortezza medievale sovrasta una splendida e intatta campagna, con vigneti, uliveti, boschi e campi coltivati. “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, scrive Dante, ma aggiungerei anche “galeotta fu Gradara e il suo incanto” che ha cullato e ispirato i due giovani amanti, ha rapito il loro animo con la sua bellezza, generando in loro, forse, l’illusione di poter vivere in un mondo ideale dove a regnare fossero i sentimenti e non la legge degli uomini; purtroppo il fato e la gelosia li portarono al tragico epilogo che conosciamo.
    Siamo ben consapevoli dell’importanza per Gradara e del fascino che esercita sui visitatori la storia di Paolo e Francesca e per questo, in occasione di San Valentino, organizziamo “Gradara d’Amare” l’appuntamento con il romanticismo, la seduzione e la fantasia ormai giunto alla sesta edizione. Il giorno di San Valentino e il fine settimana seguente il borgo viene addobbato con fiori e suggestivi allestimenti realizzati dalla Pro Loco e si anima con giullari, animatori, spettacoli teatrali e tanti eventi tutti legati da un unico filo conduttore: l’Amore.
    È una festa molto sentita e anche i turisti sanno che a Gradara, in quei giorni, è possibile visitare il Castello partecipando a speciali visite guidate a tema che faranno conoscere un aspetto normalmente poco conosciuto di Gradara, una Rocca che è stata testimone di grandi e tragici amori e che ha ospitato interessantissime figure femminili, alle quali deve molto della sua attuale bellezza.
  • La buona tavola. Gradara sorge in un territorio ricco di ulivi, vigneti e dall’antica tradizione culinaria. Le tipiche trattorie ed i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola, dove è possibile gustare piatti di entrambe le tradizioni gastronomiche. Le piccole dimensioni, quasi sempre familiari, delle osterie garantiscono una cucina rigorosamente casalinga e sana. Le ottime carni che provengono dall’entroterra marchigiano, i vini di qualità, l’olio dei numerosi frantoi presenti nella zona e le sapienti mani delle donne e degli uomini in cucina rendono piacevole anche per il palato la permanenza a Gradara.
    Il Piatto tipico di Gradara sono i “Tagliolini con la Bomba”; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione. Gli ingredienti sono “poveri” e anche il procedimento è semplice: si fa soffriggere con un po’ di olio cipolla e lardo (o pancetta grassa). Nel frattempo si cuociono dei taglioni in acqua e sale (in origine la pasta non era all’uovo ma solo farina e acqua), si scola l’acqua in eccesso lasciando, comunque, il piatto un po’ brodoso e si versa nella pentola il lardo e la cipolla soffritti, aggiungendo del pepe. L’effetto dell’olio caldo versato nell’acqua provoca il caratteristico “scoppiettio” e una grande quantità di vapore, per questo sono detti “Tagliolini con la Bomba”!
    Ultimamente ci stiamo specializzando sulla cucina storica. L’iniziativa nata due anni fa, “Il Medioevo a Tavola”, in accordo con i ristoratori del centro storico, ha dato il via ad un interessante esperimento di rievocazione eno-gastronomica medievale estesa a tutto il borgo. In giornate prestabilite, 2 giovedì al mese d’estate e un venerdì al mese da ottobre a maggio, è possibile cenare, in 5 diverse osterie del centro storico, a lume di candela e con le pietanze e l’attrezzatura tipici di una locanda quattrocentesca. L’iniziativa sta avendo un grande successo e il risultato è eccellente sia dal punto di vista filologico che della qualità dei piatti… provare per credere!

Chi ne ha fatto la storia?
Vorrei ricordare che la Rocca di Gradara oltre a Paolo e Francesca e Lucrezia Borgia ha ospitato i più illustri personaggi dell’epoca a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, quando il Medioevo sfuma nelle meraviglie del Rinascimento italiano. È stata la Rocca di Sigismondo Malatesta, Signore di Rimini e uno dei Principi del Rinascimento assieme al suo grande rivale il Duca Federico da Montefeltro. I due si sono fronteggiati per ben due volte in due terribili assedi proprio sotto le mura di Gradara, il primo nel 1446 e il secondo, quando la fortezza malatestiana si arrenderà alle truppe feltresche, nel 1464.
Ma Gradara ha ospitato nei suoi saloni anche Francesco Sforza, Cesare Borgia e Lorenzo de’ Medici, per citarne solo alcuni. La sua fortunata posizione, su una verde collina con una splendida vista sul mare Adriatico, l’ha resa da sempre un posto privilegiato per fermarsi e ritemprare il corpo e lo spirito.
Un altro personaggio fondamentale per Gradara, anche se più recente, è l’ing. Umberto Zanvettori, che acquistò la Rocca, abbandonata e in decadenza, nel 1920. Dobbiamo molto a questo signore perché è grazie a lui se il castello di Gradara si trova in un perfetto stato di conservazione. Zanvettori amò Gradara a tal punto da spendere tutto il suo patrimonio per restaurarla; dovette trovare un accordo con lo Stato italiano che si accollò i debiti a patto che la Rocca diventasse di proprietà demaniale alla morte dell’Ingegnere e di sua moglie. Per questo motivo dal 1983, l’anno in cui morì Alberta Porta Natale, ultima moglie di Zanvettori, la Rocca è un monumento statale.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Oltre alla rilevanza turistica di Gradara, famosa oltre che per il suo Castello e il suo borgo fortificato anche per i numerosi eventi turistico/culturali organizzati ogni anno, un successo per il quale sono ovviamente fiera, una delle cose che mi rende più orgogliosa di essere gradarese è la straordinaria diffusione tra i miei concittadini dello spirito di volontariato e dell’associazionismo.
Pensi che pur avendo una popolazione di soli 4200 abitanti, Gradara conta ben 24 associazioni tra AVIS, Banda cittadina, Corte Malatestiana (il nostro gruppo storico), associazione degli stranieri, dei ragazzi, degli anziani, di volontariato, ecc. e tutte collaborano insieme attraverso il Forum delle Associazioni, che si riunisce ogni mese, per organizzare eventi, raccogliere pareri, proposte e critiche da presentare all’Amministrazione. Gradara, quindi, può vantare una vita sociale ricca di tanti momenti di aggregazione che sono delle occasioni molto importanti per crescere e per formare quello “spirito civico” di cui ultimamente, soprattutto in Italia, si sente un gran bisogno.
Si, è senza dubbio questo aspetto del mio paese per cui vado particolarmente fiera e che mi rende orgogliosa di poter guidare, per il tempo concessomi, questa straordinaria collettività.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Gradara non è solo il centro storico e il castello, ma un territorio da amministrare con le sue problematiche e difficoltà. La straordinaria crescita demografica di Gradara, determinata da una buona qualità della vita e dal sovraffollamento dei Comuni costieri, ci porta a dover affrontare situazioni molto complesse, che vanno dal nuovo PRG da poco approvato all’ampliamento di scuole e servizi per i cittadini in generale.
L’obiettivo è quello di mantenere il delicato equilibrio tra sviluppo urbanistico e salvaguardia dell’ambiente; equilibrio che ancora a Gradara, fortunatamente, è presente ed è questo che rende il nostro territorio ancora così vivibile.
La tutela del territorio è, dunque, una priorità, che per essere compiuta non necessariamente deve dire sempre di no, ma deve trasportare Gradara verso uno sviluppo sostenibile che migliori la vita dei cittadini e li renda più ricchi anche culturalmente. Per questo motivo, perché la crescita di una comunità deve andare di pari passo con la crescita dell’offerta culturale e generare un sentimento positivo di appartenenza e desiderio di partecipazione tra la cittadinanza che l’Amministrazione Comunale - con l’iniziativa “Gradara sei Tu” inaugurata nel 2005 - offre gratuitamente a tutti i cittadini Gradaresi l’accesso alle strutture turistico-culturali gestite dal Comune o da Gradara Innova. Tra queste i Camminamenti di Ronda e le esposizioni temporanee che vengono allestite nel settecentesco Palazzo Rubini Vesin, in pieno centro storico. Per il 2008 sono previsti due importanti appuntamenti con l’arte contemporanea: il primo con Picasso e il cubismo (il 2008 è anche il centenario del cubismo) dal 23 febbraio a fine giugno, il secondo, da luglio a novembre con Elio Fiorucci e la Pop Art.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Quale slogan le piacerebbe che venisse associato al suo paese?
Da circa 3 anni stiamo attuando il progetto “Gradara Capitale del Medioevo”, con l’obiettivo di rendere Gradara un punto di riferimento per tutto quello che concerne questo periodo storico che ben ci rappresenta. Io penso, però, che prima di tutto Gradara debba diventare “Capitale del Buon Vivere”, e noi stiamo lavorando per questo!

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1 commento a “Galeotta fu Gradara e il suo incanto”

  1. valentino46 scrive:

    Gentile Franca Foronchi, buona giornata e buon 2010, sono a Pesaro da 15 anni x lavoro, conosco x aver “visto da fuori” da altra angolazione percio’, Pesaro e dintorni, la gente oltre ai luoghi. Cercavo un Blog di Pesaro, allo scopo di mettermi in contatto con qualcuno di buona volonta’ e di idee non x forza condizionate da politica e/o chiusura mentale, ma, ho solo trovato questo sito e mi son permesso di rispondere al sindaco di Pesaro, x averlo conosciuto personalmente nelle vesti di un comune cittadino, ma, troppi ma, cmq sia non sono un romanziere anche se il romanzo della mia vita potrebbe essere interessante x alcuni aspetti, se non altro x aver ancora il desiderio di “vivere” (sono un giovane pensionato) di discutee di fare. Questa ultima parola mi è sfuggita e non voglio cancellarla, “fare” x fare ci vogliono delle idee, cosa assai difficile ai nostri giorni, giorni di persone abbandonate al viver la giornata, magari divertendosi al massimo, non scartando magari un po’ di qualcosa x sballarci. Non sono un pessimista, e nemmeno faccio polemica gratuita, mi ritengo critico verso la forzata impostazione della societa’ che da ogni parte si fomenta si imprime semplicemente x la pace comune. La pace è una guerra che tutti i giorni dobbiamo combattere, guerra contro il ns. egoismo prima di tutto, ma purtroppo l’egoismo che è parte di noi non viene da noi stessi riconosciuto come tale, anzi ogn’uno è certo di essere persona altruista, chi ha qualche dubbio su di sè opera perchè questo dubbio sia eliminato dalla propria mente, ed eccoci tutti belli e buoni.
    Son solo parole senza senso mi dira’, ok, tutto bene, la saluto e ringrazio x aver perduto qualche minuto a leggere questa mia……..Gradara ?
    tanti auguri Gradara, da quanti anni sei li’ a vedere l’involuzione umana…….andar sulla luna non significa che l’Uomo sia uscito dalle sue caverne, mantenendo tutte le sue bassezze e limiti comportamentali x non dire altro. un caro saluto, valentino 46

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