24 Aprile 2008

Crocevia di scambi sulla sponda sinistra del Po

di Marcello Di Sarno (Blog Occhiobello. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Occhiobello Gigliola Natali intervistata per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua città a chi oggi la vive quotidianamente?
Occhiobello si presenta come un territorio vivo e vivace, crocevia di scambi, pronto a nuovi insediamenti produttivi, ma Gigliola Natalianche ad accogliere nuovi residenti in quartieri residenziali di prossima realizzazione. Il territorio è suddiviso fra il capoluogo Occhiobello e la frazione S. Maria Maddalena, i due centri sono collegati da una zona commerciale, ma anche da un’ampia area verde che è il viale dei Nati e la sommità arginale.

Tre validi motivi per visitarla?
Prima di tutto il paesaggio, Occhiobello si trova sulla sponda sinistra del Po a ridosso della quale vi sono aree attrezzate, ciclabili, spazi verdi in cui le famiglie e gli amanti della natura si ritrovano, abbiamo saputo conservare e valorizzare ciò che la natura offre.
In secondo luogo, vi è un ricco centro commerciale, proprio all’uscita del casello autostradale, che sarà ulteriormente ampliato con l’insediamento di un outlet.
Infine, ma non ultimo per importanza, la stagione teatrale, le tante manifestazioni culturali e sportive che vengono organizzate anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

Chi ne ha fatto la storia?
A parte il nucleo storico e antico di Occhiobello, il nostro è un paese piuttosto recente, distrutto dall’alluvione del 1951 e poi subito ricostruito. La storia l’hanno fatta tutte quelle persone che, pur avendo perso tutto, hanno avuto la forza di ricominciare. A loro portiamo grande rispetto e, quando possibile, intitoliamo vie, piazze, monumenti perché anche i più giovani sappiano con quanta fatica altri hanno fatto la storia del paese.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiera?
Direi più d’uno… in primis per lo slancio a investire nelle attività produttive, nel commercio e nell’edilizia. Vorrei, inoltre, evidenziare il senso civico delle persone che, ad esempio, hanno saputo adeguarsi ai nuovi sistemi di raccolta differenziata consentendo a Occhiobello di essere tra i comuni “ricicloni” d’Italia. Ma direi anche per il grande attaccamento della gente al territorio, sentimento che spinge le associazioni a collaborare fra di loro e a lavorare per dare sempre qualcosa al paese.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Sono un’ottimista, vedo (e spero) un futuro con una migliore qualità della vita grazie a una migliore viabilità, a maggiori servizi alle persone e ad altri investimenti (infrastrutture, scuole, parchi, cultura, ecc.) che renderanno Occhiobello sempre più vivibile.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
La domanda che vorrei sentirmi rivolgere è se i cittadini percepiscono la motivazione di alcune scelte fatte che possono apparire impopolari, ma necessarie. La risposta è sì, lo hanno capito perché, al di là dei detrattori, i cittadini hanno verificato che i nostri investimenti sono rivolti a servizi importanti a beneficio dell’intera collettività: scuole (ampliamenti, nuove sezioni, attrezzature), infrastrutture (strade, asfaltature, ripristini), riqualificazione di aree verdi (ciclabili, parchi, percorsi arginali), cultura (stagione teatrale, manifestazioni, incontri, convegni), raccolta differenziata e ambiente, sport.

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