La Corea si classifica 22mo nella Comepetitivita` Nazionale

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La Corea si classifica 22mo nella Comepetitivita` Nazionale

Messaggioda Dimitri Cancella » ven 20 mag 2011 09:47

La Corea del Sud e` stato classificato 22mo dalla IMD, un instituto per lo sviluppo internazionale situato in Svizzera, che e` fin'ora la classifica piu` alta mai registrata.

I risultati annunciati nel 18 Maggio dalla '2011 Competitivita` Nazionale' ha assegnato alla Corea del Sul 78.5 punti su 100 classificandolo 22mo su 59 nazioni ricevendo 1 punto in piu` dell'anno scorso.

Tra il governo e l'efficienza del settore aziendale di cui sono saliti di 4 and 1 punto registra la Corea del Sud al 22mo e 26mo posto in Classifica.

La Corea del Sud e` stata votata 20mo in classifica per 3 anni di seguito sulla competitivita` infrastrutturale e 25mo sulla crescita economica.

Anche se la classifica competitiva dell'IMD ha dei limiti, la pagella sulla 'Competitivita` Nazionele' (National Competitiveness Report) del Forum Mondiale Economico (WEF) e` considerato la piu` prestigiosa.
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Dimitri Cancella
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Messaggioda ale79 » lun 28 mag 2012 09:42

Il leader cinese ed il suo vice si sono divisi in due l'Europa centro-settentrionale, dall'Islanda alla Russia ed hanno cominciato una minuziosa opera di analisi dei mercati. Di fatto Pechino è a caccia di mercati a tutto campo ed ha i mezzi econimici per sostenere i propri investimenti in una Europa sempre più in difficoltà. Si stanno concretizzando accordi bilaterali con i vari stati, approfittando dello sfondo, mai dimenticato, della crisi globale: scrive da Pechino il Quotidiano del Popolo "Cina, Russia ed Europa sono forze importanti per lo sviluppo di un mondo multipolare".
Il punto principale della missione del vicepremier Li Keqiang è la tappa di Bruxelles: l'Unione Europea è la destinazione principale delle merci cinesi, mentre Wen Jiabao, attuale premier cinese, è stato in Islanda a sottolineare il "grande potenziale" della cooperazione tra i due Paesi. Tra infrastrutture, costruzioni ed energia, Wen non ha onorato Reykjavik della sua visita solo per promuovere investimenti: la visita rientra in un piano di Pechino per partecipare attivamente alla corsa per le risorse dell'Artico, sempre più libero dai ghiacci e quindi sfruttabile sia per le ricchezze minerali che per le rotte commerciali che si aprono.
In Germania, Wen Jiabao ha auspicato un aumento dell'interscambio (già a 169,1 miliardi di dollari nel 2011) a 280 miliardi entro il 2015. Pechino chiede alla Germania ed all'Europa di allentare le restrizioni all'export high-tech in Cina, il premier si è inoltre impegnato ad importare di più dai tedeschi (ma l'Europa unita non conta di 27 stati?).
I settori segnalati con l'obiettivo di ridurre le barriere agli investimenti sono l'efficienza energetica e la tutela ambientale.
Il 24 aprile scorso, in Svezia, la delegazione cinese ha stipulato cinque accordi commerciali ponendo l'accento sulle tecnologie ambientali, sulla sicurezza stradale e ferroviaria e sullo sviluppo sostenibile: un punto per cui la Cina è pronta a offrire a Stoccolma un prestito da 1,3 miliardi di dollari.
In Polonia, l'unica economia della Ue ad aver evitato la recessione, Wen si è impegnato a ridurre il grande deficit commerciale (le importazioni polacche sono dieci volte superiori alle esportazioni). Qui sono le banche, il settore minerario, le energie alternative ed i trasporti ad interessare Pechino. La Polonia è impegnata in un grande sforzo di ammodernamento delle infrastrutture e del settore energetico, ma in questi giorni Varsavia per Wen Jiabao è stata anche la porta per l'intera Europa centrale e orientale, dai Paesi del Baltico ai Balcani. Sedici Paesi, dall'Estonia all'Ungheria compresa la Serbia, si sono riuniti per esprimere il loro interesse a fare affari con Pechino, e Wen non li ha delusi: ha annunciato l'istituzione di una linea di credito da 10 miliardi di dollari a sostegno degli investimenti nella regione. Il target è su infrastrutture, high tech e tecnologie verdi. Ulteriori fondi per 500 milioni di dollari saranno inoltre messi a disposizione di compagnie cinesi interessate ad avviare investimenti in questi paesi, dove la Cina si augura di portare l'interscambio da 52,9 a 100 miliardi, entro il 2015.
Il vicepremier Li Keqiang ha affrontato la Russia: il primo produttore di energia al mondo ed il primo consumatore; questo spiega gli interessi dei due Paesi, troppo grandi e troppo vicini per avere relazioni facili. La Russia ha sempre guardato con diffidenza l'interesse pressante cinese sulle sue aree siberiane, ma è troppo affamata di investimenti per chiudere le porte. Così la visita del vicepremier a Mosca, il 27 aprile, è stata sicuramente fruttuosa ed ha dato il via ad un legame tra i due paesi senza precedenti. Mentre Putin usa con Li la parola "amici", ha dichiarato: "Gli elementi di divergenza non ci mancano ma abbiamo interessi comuni. E come fanno gli amici stretti, abbiamo imparato a cercare e trovare compromessi". Interessato al discorso anche Aleksej Miller, il capo di Gazprom, che sta negoziando forniture di gas alla Cina per i prossimi tre decenni. Da lungo tempo, ormai, la firma del contratto è ritardata da divergenze sui prezzi.
Dopo una breve tappa in Ungheria, il 30 aprile Li sarà a Bruxelles. Prima di lui, Wen aveva soltanto accennato a quello che Pechino – forte delle sue riserve in valuta da 3.300 miliardi di dollari – desidererebbe in cambio di un aiuto ai Paesi dell'Eurozona in difficoltà: il pieno status di economia di mercato, la revoca del bando sulle vendite di armi e delle restrizioni all'export di alta tecnologia.
Appare evidente che dal tracollo europeo qualcuno stia ottenedo grandi benefici. Ci viene il sospetto che i leader europei non abbiano fatto il possibile per evitare il disastro, ma che invece abbiano attuato politiche assurde apposta per aprire con disinvoltura a queste tipologie di accordi che forse l'opinione pubblica non avrebbe gradito molto in altri frangenti!

http://www.cittadinanzasovrana.org
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ale79
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