Contest: Archeologia Industriale 2

Organizzazione e proposte sui nuovi contest

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Contest: Archeologia Industriale 2

Messaggioda Sergio Fucchi » mer 23 giu 2010 09:27

Buon giorno a tutti.

Mi sono reso contro che sull'Argomento Archeologia Industriale ci sono opinioni e credenze assai scarse e, a volte, anche limitate e limitanti.
E' attualmente in corso qui un contest che ha tale titolo, ma anche questo è stato impostato con una visione parziale, attribuendo tale termine solo ed esclusivamente agli edifici di fabbriche e manifatture, scartando a priori tutto il resto. A tal proposito riporto uno stralcio tratto dal sito InStoria
(http://www.instoria.it/home/archeologia_industriale.htm):

"In sintesi possiamo affermare che l’archeologia industriale studia le innovazioni tecnologiche del passato: macchine, processi produttivi, edifici, infrastrutture, ma anche documenti ed archivi di impresa, formulando un giudizio, non tanto sull’estetica e sulla bellezza dell’opera, quanto piuttosto sulla sua funzionalità e rilevanza economica. La fabbrica, la macchina, gli oggetti ed i documenti vanno esplorati, in quanto parte di un sistema che ha determinato storicamente, socialmente ed economicamente il territorio ed ha modificato lo stesso paesaggio, che perduta la qualifica di naturale, assume appunto quella di industriale."

Propongo, quindi, un contest dedicato al significato più completo dell'Archeologia Industriale, che ponga attenzione su ogni realtà industriale che abbia caratterizzato in maniera rilevante ogni realtà sociale del nostro Paese. Edifici, macchinari, foto e cartoline d'epoca e quant'altro possa essere utile per costituire un'importante testimonianza di realtà che, ahimé, sono spesso destinate a scomparire sommerse dal cemento di lottizzazioni selvagge e/o a causa dell'incuria dovuto al disinteresse delle amministrazioni locali.

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Messaggioda Giovanna F » mer 23 giu 2010 09:30

L'attuale contest sull'archeologia industriale è stato creato per mettere in risalto le ex fabbriche, il resto non è stato scartato perché lo si voleva scartare, ma perché sembrava più giusto creargli un contest a parte in modo da dargli il loro giusto risalto.
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Messaggioda Justinawind » mer 23 giu 2010 09:40

Come per esempio i contest sui monumenti ai caduti nelle guerre - non è che caduti al lavoro o per i diritti delle donne sono meno importanti, per loro verrà creato l'altro contest...
Non cerchiamo di buttare di tutto e di più nello stesso sacco. ;-)
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Messaggioda Sergio Fucchi » mer 23 giu 2010 10:44

La mia proposta di un nuovo contest sull'Archeologia Industriale vuole porsi in maniera differente da come, sino ad ora, si sono impostati.

Creare tanti contest ad hoc riguardanti specifici aspetti di un medesimo problema può essere fuorviante e controproducente, specialmente se si affronta, come in questo caso, un argomento che è, purtroppo, ancora sottostimato e sottovalutato.

Quando si parla, ad esempio, di Paesaggio è semplice ed anche costruttivo creare contest dedicati al paesaggio urbano, a quello marittimo, montano, lacustre, ecc. Ma l'Archeologia Industriale è un termine assai ampio e variegato che è estremamente riduttivo voler ricondurre a specifiche proprie, per esempio, a quelle dell'Archeologia che, invece, presenta caratteristiche ben definite che consente di poter essere analizzata in sezioni e/o aspetti particolari.

Nel mio caso, per esempio, scartare la foto di un antico macchinario, a suo tempo di grande importanza, sia per la tecnologia del tempo, sia per il ruolo che aveva nella fabbrica dove era installato, solo per il fatto che gli edifici di quella fabbrica non esistono più è un autentico controsenso nell'ambito di un contest che intitolato all' Archeologia Industriale, perché, come ho riportato nella citazione, "l’archeologia industriale studia le innovazioni tecnologiche del passato: macchine, processi produttivi, edifici, infrastrutture, ma anche documenti ed archivi di impresa".
A quel contest, quindi, è stato dato un titolo assolutamente improprio: il titolo corretto sarebbe dovuto essere "Antiche fabbriche ed officine".

La mia proposta sposa, invece, la definizione ampia del termine, perché sono numerose le realta italiane in cui, pur non esistendo più gli antichi edifici che le hanno ospitate, demoliti per far posto a case o parcheggi, sussitono ancora manufatti, macchine, documenti fotografici che testimoniano l'esistenza di un passato, a volte anche recente, che ha influito pesantemente sullo sviluppo sociale ed economico di quella realtà. A volte tali testimonianze sono raccolte in musei, pubblici o privati, o in strutture similari, ma a volte, come nel mio caso, praticamente abbandonati nell'area in cui un tempo esisteva la fabbrica che lo ospitava.
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Messaggioda Giovanna F » mer 23 giu 2010 10:53

Sergio Fucchi ha scritto:La mia proposta di un nuovo contest sull'Archeologia Industriale vuole porsi in maniera differente da come, sino ad ora, si sono impostati.

Creare tanti contest ad hoc riguardanti specifici aspetti di un medesimo problema può essere fuorviante e controproducente, specialmente se si affronta, come in questo caso, un argomento che è, purtroppo, ancora sottostimato e sottovalutato.

creare diversi contest su di uno stesso argomento, a mio parere, non è fuorviante né controproducente, anzi da' la possibilità di mettere in risalto e far conoscere meglio i vari aspetti dell'archeologia industriale.


A quel contest, quindi, è stato dato un titolo assolutamente improprio: il titolo corretto sarebbe dovuto essere "Antiche fabbriche ed officine".

nello stilare il regolamento non ci è venuto in mente, né tu né altri lo hanno suggerito prima che partisse il contest ed il contest è stato ideato e fermo per qualche mese, chiunque poteva intervenire.
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Messaggioda Justinawind » mer 23 giu 2010 11:17

Sergio Fucchi ha scritto:Nel mio caso, per esempio, scartare la foto di un antico macchinario, a suo tempo di grande importanza, sia per la tecnologia del tempo, sia per il ruolo che aveva nella fabbrica dove era installato, solo per il fatto che gli edifici di quella fabbrica non esistono più è un autentico controsenso nell'ambito di un contest che intitolato all' Archeologia Industriale,

In teoria hai ragione, ma in pratica no - questo sito si basa sui comuni e sull'identificazione del comune attraverso una foto.
Foto di un macchinario industriale non è identificativa del comune - anzi - stesso macchinario potrebbe trovarsi in Russia, Cina, USA o Brasile, per cui senza una visuale più ampia del contesto, che permetterebbe di identificare al 100% il comune, una foto del genere non è adatta.
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Messaggioda Sergio Fucchi » mer 23 giu 2010 11:51

[snip]
Nella scheda che si compila quando si carica la foto occorre specificare il comune ed indicare (facoltativo) anche lo coordinate geografiche, come ho fatto io.

Inoltre nella descrizione della foto sono chiaramente indicati i riferimenti. [snip]
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Messaggioda Massimo Di Bello » mer 23 giu 2010 12:44

Sergio Fucchi ha scritto:Nella scheda che si compila quando si carica la foto occorre specificare il comune ed indicare (facoltativo) anche lo coordinate geografiche

in generale,
questo purtroppo non basta, come da regolamento generale dei contest, è dalla foto che il comune deve essere identificabile

7. Indicazione del comune: Per ogni opera inserita, l’Autore deve indicare con precisione il
comune dove è situato il soggetto (non da dove si è scattata la foto). Il comune rappresentato
nell’opera deve essere univocamente identificabile (la foto deve contenere elementi sufficienti
che permettono l’identificazione del comune
). L’indicazione errata del comune può portare
all’esclusione dell’opera dalla partecipazione di
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Messaggioda Massimo Di Bello » mer 23 giu 2010 12:46

per inciso e per maggior chiarezza, la tua foto la considererei ubicabile
Immagine
visto che non c'è solo il macchinario in sé, ma anche il contesto dove è posizionato
:-)
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Messaggioda albatros » mer 23 giu 2010 15:06

Mi permetto di far rilevare che molti edifici industriali, proprio perchè tali, sono sorti al di fuori del contesto urbano.
Lo stato di abbandono, poi, ha fatto il resto.
La norma generale tenderebbe quindi ad escluderli, non essendo "immediatamente identificabili".
Peccato, perchè credo che si perda una ennesima occasione di far conoscere realtà sconosciute e che tali probabilmente si vogliono mantenere, fino a "recupero" speculativo edilizio, almeno, e quindi alla loro totale cancellazione.
"Vola solo chi osa farlo"
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Messaggioda Giovanna F » mer 23 giu 2010 16:05

albatros ha scritto:Mi permetto di far rilevare che molti edifici industriali, proprio perchè tali, sono sorti al di fuori del contesto urbano.
Lo stato di abbandono, poi, ha fatto il resto.
La norma generale tenderebbe quindi ad escluderli, non essendo "immediatamente identificabili".

secondo me gli edifici abbandonati sono differenti da un macchinario. Un macchinario lo posso sempre spostare, un edificio no.
Quindi se intorno all'edificio abbandonato (ovviamente parliamo sempre di archeologia industriale) non vi sono elementi identificativi del comune, secondo me la foto è comunque valida perché l'edificio si trova in quel comune, un po' come le case rurali abbandonate.

:-)
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Messaggioda Sergio Fucchi » gio 24 giu 2010 10:37

Massimo Di Bello: questo purtroppo non basta, come da regolamento generale dei contest, è dalla foto che il comune deve essere identificabile

[i]7. Indicazione del comune: Per ogni opera inserita, l’Autore deve indicare con precisione il
comune dove è situato il soggetto (non da dove si è scattata la foto). Il comune rappresentato
nell’opera deve essere univocamente identificabile (la foto deve contenere elementi sufficienti
che permettono l’identificazione del comune
). L’indicazione errata del comune può portare
all’esclusione dell’opera dalla partecipazione di



Questo la dice lunga sul come si scrivono certe norme nei regolamenti. Non vogli beccarmi l'ennesima reprimenda in privato di Di Bello, per cui mi astengo di fare commenti e/o considerazioni in merito. Ma non posso non notare che non sempre è tecnicamente possibile far rientrare in un'inquadratura elementi significativi che identificamo in modo inequivocabile il Comune di appartenenza, a meno di non scattare foto aeree o panoramiche talmente ampie in cui il soggetto principale diventa quasi inidentificabile. Quindi tale articolo 7 andrebbe riformulato.

Poco distante dal luogo dove sorgevano le Officine Meccaniche Adriano Cecchetti, a Civitanova Marche, c'era un vecchio edificio con scritto, sulla facciata "Macchine Agricole Taddeo Giusti di Modena". Ho quella foto ed è inserita in un contesto che comprende anche altri edifici adiacenti, ma da questi altri non si riesce a capire se ci troviamo a Modena oppure a Civitanova Marche ed allora qui dovrebbe pesare la descrizione che fa l'autore della foto, a meno di no eseguire un foto montatggio ed inserire, che so, un cartello stradale.

Altro esempio. Un vecchio cantiere navale abbandonato in una zona marittima ai confini della città. L'inquadratura, ovviamente, comprende uno scorcio significativo del cantiere, il mare, il cielo e un po' di sabbia e vegetazione nelle immediate vicinanze. La città si scorge, a fatica, in lontananza, anche se, in realtà è a meno di un chilometro. Anche qui dal contesto non si riesce a identificare il Comune di appartenenza perché, come qualcuno ha detto sopra, questo posto potrebbe essere in ogni parte del mondo. Ma, visto che parliamo di fotografie e di valorizzazione di un patrimonio spesso sconosciuto e/o abbandonato, penso che le regole dovrebbero essere adeguate alle circostanze e non vice versa, altrimenti sarebbe ben poco quello che verrebbe pubblicato e anche di scarso valore. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di pubblicare la foto con il massimo dettaglio possibile del soggetto e un'altra, più panoramica o aerea con l'indicazione (freccia, cerchio, ecc.) della collocazizone dell'impianto e/o del manufatto che si vuole segnalare.
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Messaggioda Massimo Di Bello » gio 24 giu 2010 10:40

Sergio Fucchi ha scritto:Questo la dice lunga sul come si scrivono certe norme nei regolamenti. Non vogli beccarmi l'ennesima reprimenda in privato di Di Bello, per cui mi astengo di fare commenti e/o considerazioni in merito. Ma non posso non notare che non sempre è tecnicamente possibile far rientrare in un'inquadratura elementi significativi che identificamo in modo inequivocabile il Comune di appartenenza, a meno di non scattare foto aeree o panoramiche talmente ampie in cui il soggetto principale diventa quasi inidentificabile

Questo è un sito dedicato ai comuni! Non è un sito di fotografia. Qui la fotografia è un mezzo (far conoscere i comuni) non il fine,
se il comune non è riconoscibile, allora non ha senso che la foto sia su questo sito

ci sono molti altri concorsi e luoghi su internet dove si possono postare gli altri tipi di foto,
molti sono segnalati anche nel forum La Fotografia: viewforum.php?f=949
;-)
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Messaggioda Sergio Fucchi » gio 24 giu 2010 11:17

C'è un'evidente contraddizione in quello che dici: la fotografia è un mezzo tecnico per portare a conoscenza di tutti elementi ritenuti validi e/o interessanti nella realtà dei vari Comuni. Ma se si sceglie di utilizzare questo mezzo di comunicazione visiva, occorre anche avere un minimo di conoscenza in proposito, altrimenti si rischia di mancare l'obbiettivo che ci si è dati. CI sono Comuni molto grandi e importanti come, ad esempio, Roma, Milano, Napoli, Venezia, Torino, ecc. che sono immediatamente riconoscibili e identificabili, mentre ce ne sono altri che, ahimé, non sono altrettanto riconoscibili da una fotografia.

Quando si lancia un contest dedicato, come in questo caso, a realtà industriali, a meno che l'antica fabbrica non sia attualmente inglobata nel centro città, può risultare estremamente difficile coniugare l'esigenza della documentazione con quella della sua localizzazione e occorre fare una scelta di fondo: dare la prioorità alla localizzazione (nella fotografia) rispetto alla documentazione, oppure lasciare ampio spazio alla documentazione, che è poi il tema del contest, integrando nelle note descrittive la precisa localizzazione. Infatti se sono previste, come in questo caso, delle note descrittive significa che questa hanno un preciso scopo, altrimenti si potrebbero tranquillamente omettere lasciando solo spazio ad un breve titolo. I Comuni Italiani si valorizzano sia con le immagini, sia con il testo.

La frecciatina sui siti di fotografia è fuori luogo: è un modo elegante per dire "non hai capito nulla". Potevi risparmiartela.
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Messaggioda Massimo Di Bello » gio 24 giu 2010 11:31

Sergio Fucchi ha scritto:La frecciatina sui siti di fotografia è fuori luogo: è un modo elegante per dire "non hai capito nulla". Potevi risparmiartela.

Sergio, era un sincero consiglio, il fatto che tu riempi i tuoi interventi di "frecciatine" non vuol dire che gli altri lo facciano
:jfs2:

io quando devo dire qualcosa, sono abituato a dirlo esplicitamente,
e sì, in ogni caso confermo che non hai capito lo spirito di fondo del concorso e cercavo appunto di spiegarti
(visto che è presumibile che lo conosca meglio io che tu) qual è il nostro punto di vista

e sottolineo che inserire nei tuoi messaggi "Questo la dice lunga sul come si scrivono" o "occorre anche avere un minimo di conoscenza in proposito"
non contribuiscono in generale ad un discorso costruttivo, anche se per fortuna le frecciatine su di me rimbalzano! ;-)

tornando nel merito
Infatti se sono previste, come in questo caso, delle note descrittive significa che questa hanno un preciso scopo

allora, prima di tutto purtroppo le descrizioni inserite dagli autori non possono essere di per sé una prova sufficiente,
in passato abbiamo avuto partecipanti che hanno rubato le foto su internet, o che hanno provato a manipolare il sistema di voto, etc.
per cui sopratutto dove sono previsti dei premi, la sola dichiarazione del partecipante non è sufficiente per accertare il luogo che viene ripreso dalla foto,

al di là del fatto, che anche senza prendere in considerazione i birbanti che lo fanno volontariamente,
un partecipante potrebbe anche sbagliare in buona fede
(potrebbe essere convinto di aver ripreso il comune x mentre è il comune y, cosa capitata non poche volte)

secondo
CI sono Comuni molto grandi e importanti come, ad esempio, Roma, Milano, Napoli, Venezia, Torino, ecc. che sono immediatamente riconoscibili e identificabili, mentre ce ne sono altri che, ahimé, non sono altrettanto riconoscibili da una fotografia.

NON è necessario che siano "immediatamente riconoscibili e identificabili",
non devono essere per forza luoghi famosi e noti a tutti,
basta che ci siano elementi tali che permettano una identificazione,
per verificare l'esatta indicazione di un comune, siamo in contatto con comuni, pro loco, altre associazioni, etc.
oppure utilizziamo la nostra biblioteca, dove abbiamo un buon numero di volumi

se in una foto in cui si vede un po' di spiaggia e il mare, o peggio solo un tramonto sul mare,
per verificare che comune è, ci vorrebbe un'indagine di tipo poliziesco (magari, dico per dire, con un'analisi spettrografica),
cosa naturalmente NON fattibile

se invece ci sono edifici riconoscibili o elementi naturali univoci, allora con una opportuna ricerca (non esagerata), si può trovare un riscontro
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