10 Febbraio 2009 alle 15:10

Ascrea - San Nicola

di syder (Ascrea, Lazio. Edifici Religiosi. Categoria A)

Ascrea - Ascrea - San Nicola


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Le origini di Ascrea sono malcerte, le prime attestazioni dell’insediamento fortificato risalgono alla seconda metà del XIII secolo, fatto questo che fa propendere per una fondazione avenuta nei primi decenni del secolo da parte dei signori di Collalto, probabilmente per contrastare dapprima e per indebolire in seguito la frontiera meridionale della signoria territoriale di s. Salvatore maggiore, che dominava l’interfiume Salto-Turano. La chiesa castrale di s. Nicola, che costituì il polo fondante del nuovo insediamento, è attestata per la prima volta nel 1252, dipendeva dalla chiesa di s. Giovanni di Paganico e doveva al vescovo di Rieti ogni anno due corbe di grano e altrettante di spelta. La fondazione di Ascrea generò una vertenza annosissima sulla proprietà di parte del territorio del castello abbandonato di Mirandella, sito nella signoria di s. Salvatore, ma dal quale molti abitanti erano confluiti nel nuovo insediamento. Tra Due e Trecento vennero tenuti due arbitrati che sentenziarono che il territorio di Mirandella doveva essere goduto in commune et pro indiviso dagli uomini di Ascrea e da quelli di Castelvecchio - oggi Castel di Tora. Agli inizi del Quattrocento, prima del 1430-1433 - non nel 1440 come erroneamente ripetuto dai più - i Collalto vendettero Ascrea a Cola Mareri, membro della potente famiglia comitale cicolana. I Mareri mantennero a lungo il possesso del feudo ascreano, che divenne, però, sullo scorcio del Cinquecento, un luogo di rifugio di gruppi di banditi protetti dai signori. La situazione divenne tanto grave che Pio V nel 1568 per ridare sicurezza alla zona e per consentire un sicuro transito agli uomini ed alle merci fu costretto ad ordinare la demolizione della rocca di Ascrea, nella quale si rifugivano con la complicità di Giovanni Antonio Mareri esiliati, banditi e altri facinorosi, mettendo in grave pericolo la sicurezza di questa zona di frontiera. Questo intimo rapporto tra Mareri e banditi non fu però stroncato dalle drastiche disposizioni pontifice, tanto che Marzio Mareri, subentrato al fratello nel governo del feudo, nel 1615 fu condannato a morte dal tribunale del governatore di Roma per offerto ospitalità e concesso protezione ai banditi della zona, mentre i suoi feudi, Ascrea, Bulgaretta, Marcetelli e Rigatti, furono confiscati fino al 1623 quando ne furono nuovmente investiti i figli del fratello Cesare che aveva sposato Eleonora Orsini. Nel XVII secolo alcune quote del feudo passarono alla figlia naturale di Attilio Mareri, Lavinia, che aveva sposato il capitano Adriano Gentili da Casaprota. Nel 1711 il loro figlio Ippolito riunì le varie quote e, sposando la retaina Colomba Vincenti, diede origine alla famiglia Vincenti Mareri. Il 25 ottobre del 1816 il conte Alessandro Vincenti Mareri e la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli rinunciarono ai loro diritti feudali su Ascrea.
info tratte da http://www.rietionline.net/centri_storici/ascrea_palazzi.htm

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