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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 10/24 (42%); 2° = 10/22 (45%); 3° = no; 4° = no;
In 1° piano il Rifugio Locatelli e la Torre di Toblin. Sullo sfondo i Gruppi dei Baranci e dei Tre Scarperi
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15 commenti a “Le Dolomiti di Sesto dal Monte Paterno”
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grandissima foto! complimenti!
nostalgia…. bei posti… bella foto
Ogni salita su quelle cime mi ricaricava come una molla d’orologio per una settimana, fino alla volta successiva. Non mi considererò mai abbastanza fortunato per aver conosciuto e frequentato quei posti.
ben detto, ci sono stato poche volte ma condivido in pieno
bella panorama!
Non riesco a togliermi questa meraviglia dagli occhi!!! Beato te che l’hai vista di prsona!!!
Fortunato e bravissimo…
Grazie Pia. Sono stato fortunato; di tutte le ferrate delle Dolomiti di Sesto me ne sono mancate due e, credimi, ogni volta che arrivavo alla vetta mi sentivo un’altra persona. L’aggiunta era anche la possibilità di vedere di persona i posti della Storia (I GM). Mi ha sempre creato una sensazione particolare lo stare dove avevano vissuto ma soprattutto sofferto tanti bravi soldati - Italiani e Austriaci -. La storia del Monte Paterno poi è ancora più commovente per le vicende personali dei protagonisti (la famiglia Innerkopfler). Ma mi accorgo di essere il solito pedante cui piace raccontare le cose che a me sembrano interessanti.
tu racconta che c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltare, anche se non sembra
Caro Pagati sr, in breve:
Una direttiva sbagliata del Comando Austriaco aveva ordinato di conquistare il Monte Paterno, in mano agli Italiani. Sicuro del fallimento della missione, la guida Sepp Innerkopfler - proprietario con la famiglia del Rifugio Locatelli - si era offerta per non sacrificare vite di altri commilitoni. Al figlio che voleva seguirlo disse che la madre bastava piangesse un solo familiare. Partito dal Sasso di Sesto venne ucciso, secondo le testimonianze, dall’Alpino De Luca. Gli Italiani recuperarono il corpo di Sepp, molto conosciuto in zona, e lo seppellirono sulla cima dove vi fu posta una croce, in seguito sostituita da una nuova, stupenda e suggestiva. Come in altri casi la via ferrata fu intitolata ai due protagonisti, Innerkopfler-De Luca.
Spero di essere stato breve ed esauriente. E’ una storia che mi commuove sempre, come altre accadute fra quei monti, del resto.
grazie farman. concordo, è una commovente storia di altri tempi
Grazie, Farman… !
Magnifico panorama
Bella foto, posti splendidi …e davvero una storia commovente.
L’altra settimana ero su Monte Piana (li nei pressi) ma per me quello e’ piu un santuario che un monte !
Ciao Marsi, i Monti Piana (Italiano) e Piano (Austriaco), divisi da un valloncello e dove puoi ammirare un cippo di confine del 1753 sono pure interessati da storie suggestive, visto che il fronte era proprio vis-a-vis. Le due cime contigue sono state ripristinate dagli Amici delle Dolomiti capitanati dal purtroppodeceduto Colonnello Walther Schaumann che gho avuto la fortuna di conoscere personalmente.
dice bene marsi, ci sono stato una volta ed effettivamente il luogo suscita raccoglimento