4 Ottobre 2009 alle 08:56

1888

di gianniB (La Maddalena, Sardegna. Panorami. Categoria B)

La Maddalena - 1888


Visite: 121.

Risultato voto a scrutinio: 5.88 (Scrutinio: 2137°; Totale: 21086°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 5/17 (29%); 2° = 4/18 (22%); 3° = no; 4° = no;

A difesa del Mediterraneo
La collocazione delle isole dell’Arcipelago ha sempre avuto un ruolo strategico per le vicende umane tra Corsica e Sardegna e in epoca moderna per l’intero scacchiere Mediterraneo.
La testimonianza più significativa di questo ruolo sono le fortificazioni distribuite su quasi tutte le isole, la cui storia risale a tre periodi fondamentali:
1) dall’occupazione piemontese, 14 ottobre 1767, al 1806
2) dal novembre del 1886 al giugno 1888
3) tra la prima e la seconda guerra mondiale.
La densità delle fortificazioni rispetto al territorio testimonia sull’importanza strategica di queste isole, collocate al centro del Mediterraneo.
Le fortificazioni dell’Arcipelago, oltre a rappresentare un’importante testimonianza storica, offrono anche straordinari punti panoramici su tutti gli angoli delle isole e della costa prospiciente.
Le prime fortificazioni
A partire dal 1767 furono edificate le prime fortificazioni che avevano lo scopo non solo di proteggere la guarnigione militare che presidiava il territorio e la base militare, ma anche di affermare il possesso delle isole da parte degli occupanti.
Il primo trinceramento fu fatto alla Trinita a difesa di baracche in legno, mentre la costruzione di fortificazioni vere e proprie ebbe inizio nel 1771 con l’erezione della Torre di S.Stefano, a pianta quadra e circondata da un fossato largo 3 metri. Sulla terrazza erano piazzati cannoni con una gittata di circa 2500 metri. Su Santo Stefano fu eretto anche il Forte San Giorgio nei pressi di Cala Villamarina. Le altre costruzioni di quel periodo sono il Forte di S.Vittorio, meglio conosciuto come La Guardia Vecchia, eretto in uno dei punti più alti dell’isola principale, a 146 m di altitudine. L’originaria forma ottagonale fu ampiamente rimaneggiata nel 1887 ed oggi ospita un centro di telecomunicazioni della Marina Militare. Sempre sull’isola maggiore furono erette altre fortificazioni: La Batteria Balbiano, oggi conosciuta come il Fortino, ad ovest di Cala Gavetta; la Batteria Sant’Agostino, oggi demolita; il Forte S.Andrea alle spalle dell’abitato, oggi affidato al Ministero di Grazia e Giustizia ed ancora in buone condizioni; La Batteria Santa Teresa a Tegge, oggi in rovina; il Forte Carlo Felice, ubicato all’interno della zona militare delle scuole della Marina. Tutte queste fortificazioni furono dismesse in base ad un decreto del 1857.
Le fortificazioni del 1886-1888
Le fortificazioni costruite in questo periodo vengono anche chiamate le “grandi fortificazioni” per la loro imponenza, dettata dall’esigenza di resistere all’evoluzione dell’artiglieria bellica. Gli scopi dei nuovi impianti erano di proteggere la flotta e di consentire la sua uscita ed il suo ingresso nel porto. Erano inoltre progettate per impedire l’occupazione del bacino e per resistere a bombardamenti pesanti. Le costruzioni imponenti interessarono La Maddalena, Caprera e la costa sarda. A la Maddalena furono erette le fortificazioni di Nido d’Aquila, di Punta Tegge, di Punta Nera, la stazione torpedinieri della Padula, la Batteria Peticchia, la fortificazione della Guardia Vecchia, l’Opra Villa, la Batteria Trinita e la diga tra Moneta e Puntarella che unisce La Maddalena a Caprera. Su quest’ultima furono erette le fortificazioni della Batteria Arbuticci, della Batteria di Stagnali, di Monte Rasu, di Monte Rasu superiore, la stazione Torpedini di Punta Rossa e la fortificazione di Punta Rossa. Oltre alle fortificazioni di terra furono messi in opera sbarramenti subacquei, che potevano essere resi inoffensivi al passaggio di navi amiche.

Le fortificazioni del Novecento
Tra la prima e la seconda Guerra Mondiale furono erette fortificazioni sul perimetro esterno dell’arcipelago a Spargi, a Caprera, a La Maddalena, a Santo Stefano e sulla costa sarda. A Spargi furono costruite la Batteria Zavagli a Cala Corsara, la Batteria Rubin Cervin a Punta Zanotto, ancora ben conservata con le targhe che indicano l’uso dei vari elementi, alcuni costruiti smontando le rocce di granito e rimontandole dopo aver creato una cavità al loro interno. Sempre a Spargi fu eretta la batteria antiarea di Petrajaccio che domina Cala Grano.
A Caprera furono costruite la batteria antinave di Candeo, nei pressi della Messa del Cervo, straordinariamente mimetica nel granito che la circonda; la batteria antiarea di Poggio Baccà nei pressi del Centro Velico e Del Grosso sull’isola del Porco. A monte Tejalone l’attuale stazione antincendio è ospitata nella vecchia vedetta dalla quale venivano comandate le batterie orientali. A La Maddalena furono erette le batterie antiaeree di Spalmatore e Carlotto e la stazione di vedetta di Puntiglione nei pressi di “Case Chinelli” a 143 m di altezza. A Santo Stefano, poco prima dell’armistizio del 1943, fu terminata la batteria antiarea di Punta dello Zucchero, raggiungibile attraversando la vecchia cava di granito.

FONTE: www.bocchedibonifacio.org/arci_fortificazioni.html

Rete Blog La Maddalena Guida Wiki La Maddalena Descrizioni su La Maddalena Forum Sardegna

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.