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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 10/16 (63%); 2° = 12/19 (63%); 3° = 22/37 (59%); 4° = 42/78 (54%);
Nettuno è un comune italiano di 42.370 abitanti. Si trova a 60 km da Roma ed è l’ultimo comune a sud della provincia di Roma. Si trova al confine tra l’agro romano e l’agro pontino. È una città del litorale laziale ed infatti è bagnata dal Mar Tirreno. Confina a nord e ad ovest con il comune limitrofo Anzio, ad est con Aprilia (Italia), a sud con la provincia di Latina mediante l’omonimo comune capoluogo.
Nel 1900 arrivò nelle strade del centro cittadino la corrente elettrica, che solo negli anni successivi andrà via via estendendosi anche alle zone periferiche del paese.
Un incendio nella chiesa di san Rocco distrusse il trono della statua di Nostra Signora delle Grazie e lo stesso anno venne benedetta la prima pietra per il nuovo santuario. Venne costruito l’attuale Palazzo del Municipio, sito in via San Rocco, ora viale Matteotti. Ma allora si trovava in aperta campagna. Nel 1901 il ministro dell’Interno Giovanni Giolitti concesse al comune di Nettuno l’uso della bandiera: un telo quadrato di seta celeste e verdemare, con l’asta blu, sormontata dal dio Nettuno. Il 6 luglio 1902 morì nell’Ospedale Fatebenefratelli la piccola Maria Goretti, colpita a morte il giorno prima da Alessandro Serenelli, nella masseria di Conca. Nell’estate-autunno del 1903, Gabriele D’Annunzio fu ospite dei Borghese nella villa di Bell’Aspetto. La città si stava sviluppando verso levante, con la ricostruzione del Santuario a San Rocco ed il Municipio, poiché verso ponente c’erano l’immensa Villa Borghese ed Anzio. Il 15 luglio 1904 morì fra Orsenigo, e l’ospedale Fatebenefratelli entrò in un periodo di crisi: il Sanatorium finì con il cessare delle attività, sopravvisse però come Casa della Salute. Padre Benedetto Menni, fondatore delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore, continuò l’attività di accoglienza. Nel 1921 l’ospedale fu venduto al Vaticano. Da allora si chiamò Casa della Divina Provvidenza e della sua gestione si occupò il Comitato Romano di Previdenza e Assistenza Sanitaria, che lo affidò alle suore del Piccolo Cottolengo. Il 2 giugno 1943 papa Pio XII deciderà di ripristinare l’ospedale, ma ciò non avvenne in realtà. In Piazza San Francesco venne istituito un pronto soccorso, proprio dove oggi si trova il poliambulatorio Barberini. La Divina Provvidenza, verrà poi abbandonata dal Vaticano e acquistata dal Comune di Nettuno nel 1975/76, per alloggiarvi scuole, uffici sanitari e associazioni locali. Nel 1910 entrò in funzione una linea di tram elettrici, che collegava Anzio e Nettuno, e la costa si andava popolando di villini eleganti, con vista sul mare e le pinete alle spalle. Nel 1939 sarà sostituita dalla filovia.
Nel 1914 i nettunesi inaugurarono il nuovo Santuario di Nostra Signora delle Grazie, riedificato dai Padri Passionisti. Cuore della cittadina era ancora il borgo, intessuto di palazzi signorili e di case semplici, intreccio di vicoli e piazzette, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista. A un lato della Collegiata c’era l’Oratorio del Carmine, all’altro la chiesa del SS. Sacramento, di fronte il palazzo baronale già Colonna, ora proprietà Borghese. Da una parte del borgo il bel palazzo dei Segneri, dall’altra parte il maestoso palazzo Pamphilj-Doria, anch’esso di proprietà Borghese, con gli affreschi di Pier Francesco Mola, nelle sale e specialmente nel salone delle feste. II 20 luglio 1925, nel Forte Sangallo, Mussolini firmò con i ministri della Jugoslavia, la convenzione di Nettuno, una serie di accordi economici e giuridici che interessavano specialmente le condizioni degli italiani in Dalmazia e le relazioni fra Zara e il retroterra dalmata. Dal 1901 al 1931 la popolazione di Nettuno passò da 4.707 a oltre 9.000 abitanti. Molti erano i nettunesi che vivevano nelle frazioni: Poligono, Armellino, Tre Cancelli, Valmontorio, Conca e Ferriere. Nel 1931 Conca e Ferriere furono trasferite nella nuova provincia di Littoria, ora Latina. Tra il 1939 ed il 1945, durante la guerra, Anzio e Nettuno vennero riunite sotto lo stesso nome e comune: Nettunia. Nel tratto di spiaggia a levante del paese dove ora sorge un poligono di tiro delle Forze Armate, il 22 gennaio del 1944 mezzi da sbarco anglo-americani diedero vita a quello che viene ricordato come lo Sbarco di Anzio(Operazione Shingle). A ricordo dell’accaduto venne edificato un monumento commemorativo all’interno del bosco di Foglino nei pressi dell’entrata prospiciente appunto il sopracitato poligono.
FONTE: it.wikipedia.org/wiki/Nettuno_(Italia)
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6 commenti a “Nettuno…dal grattacielo al Circeo”
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Bellissimo cielo, complimenti Gianni!
Ciao
grazie antonio, una sequenza di 1000 scatti con diverse inquadrature che mi hanno entusiasmato, devo inserirne ancora qualche altra versione, ciaooo, gianni
Stupende non solo le foto aeree…………………………….!!!
grazie di cuore Giancarlo, gianniB
bella foto complimenti…bella la luce
grazie Superalfry dei graditi complimenti, ciaoo, gianni