24 Ottobre 2009 alle 16:31

…stasera tempesta in arrivo sulle Diomedee

di gianniB (Isole Tremiti, Puglia. Panorami. Categoria A)

Isole Tremiti - ...stasera tempesta in arrivo sulle Diomedee


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Le isole Tremiti (dette anche Diomedee) sono un arcipelago dell’Adriatico, sito a 12 miglia nautiche a nord del promontorio del Gargano (Lago di Lesina) e a 24 ad est della costa molisana (Termoli).

Amministrativamente, l’arcipelago costituisce il comune di Isole Tremiti (497 abitanti[1]), sotto la giurisdizione della provincia di Foggia. Il comune fa parte del Parco Nazionale del Gargano e parte del suo territorio è dal 1989 riserva marina.

Anche essendo il più piccolo e il secondo meno popoloso (con meno abitanti vi è solo Celle di San Vito) comune della Puglia è uno dei centri turistici più importanti dell’intera regione. Per la qualità delle sue acque di balneazione è stato più volte insignito della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.
L’arcipelago è composto dalle isole di:

San Domino, la più grande, dedita al turismo dove è presente l’unica spiaggia sabbiosa dell’arcipelago (Cala delle Arene).
San Nicola, ivi risiede la maggior parte della popolazione, è il gioiello storico-artistico dell’arcipelago.
Capraia, o Caprara o Capperaia, la seconda per grandezza, completamente disabitata.
Pianosa, distante una ventina di chilometri dalle sue “sorelle maggiori”, si presenta come un pianoro roccioso in mezzo ai flutti del mare, anch’essa completamente disabitata.
Il Cretaccio, anziché la più piccola isola dell’arcipelago può essere considerato il suo più grande scoglio, è un gigantesco cumulo di creta incastonato tra San Domino e San Nicola.
Degno di nota, al fianco del Cretaccio, lo scoglio chiamato la Vecchia. L’arcipelago ha legato nel corso dei millenni il suo nome a quello dell’eroe acheo Diomede, tanto che in antichità le isole furono chiamate isole Diomedee (Insulae Diomedeae in latino o Διομηδιες in greco antico).

La leggenda vuole che nacquero per mano di Diomede, quando gettò in mare tre giganteschi massi (corrispondenti a San Domino, San Nicola e Capraia) portati con sé da Troia, e misteriosamente riemersi sotto forma di isole. Qui l’eroe approdato, ebbe il primo contatto con la Daunia, prima di sbarcare sul Gargano, nei pressi di Rodi alla ricerca di un terreno più fecondo, peregrinando per la regione dauna e unendosi in matrimonio con la figlia (Euippe, secondo alcuni Drionna, secondo altri Ecania) di Dauno, re dei Dauni.

Una variante di questo mito, con meno basi epiche, vuole che i tre massi fossero avanzati dal carico che l’eroe omerico aveva utilizzato per tracciare i confini del suo nuovo regno, la Daunia, quindi con collocazione dell’episodio già dopo il matrimonio con Euippe.

Ma la leggenda non vuole solo la nascita delle Tremiti legata a Diomede, ma annoda anche la morte di questi all’arcipelago pugliese.

Molte narrazioni diverse tra loro sono accomunate dal collocare il luogo della scomparsa dell’eroe nelle isole dell’Adriatico. Alcune parlano della morte avvenuta in seguito ad un naufragio, ma la versione più comune della leggenda narra del ritiro di Diomede, insieme ai suoi compagni, sull’arcipelago dove l’eroe andrà incontro alla morte. Sull’isola di San Nicola vi è una tomba di epoca ellenica chiamata ancora oggi la tomba di Diomede.

Particolare interessante della leggenda riguarda le diomedee (che i tremitesi chiamano arenne), caratteristici uccelli che popolano le falesie e le scogliere dell’arcipelago.

Infatti si vuole che questi uccelli, dal nome riconducibile all’eroe greco, siano i compagni di quest’ultimo trasformati da Afrodite per compassione (secondo varie versioni, tra cui quella di Dionisio di Alessandria) o per vendetta (secondo Virgilio[4]).

In quest’ultima versione la metamorfosi dei compagni dell’acheo non è collegata alla morte dell’eroe, ma ai contrasti di questo con la dea Afrodite. La versione non virgiliana, che è anche quella più narrata, vuole invece che la dea per compassione verso il dolore dei compagni di Diomede li abbia trasformati in uccelli, appunto le diomedee, che con i loro garriti (simili ai vagiti di un bimbo), soprattutto notturni, continuano a piangere affranti la scomparsa del loro condottiero.
FONTE: it.wikipedia.org/wiki/Isole_Tremiti

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