28 Ottobre 2009 alle 15:11

il monte

di DI MAURO GENNARO (Monte di Procida, Campania. Panorami. Categoria B)

Monte di Procida - il monte


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Nel terzo millennio a.C., la civiltà sicana-mediterranea volse al tramonto, l’Italia quindi veniva invasa, a varie ondate, da popoli indo-europei: i Protoitalici Latini si stabilirono tra i monti Albani ed il Tirreno, Siculi ed Enotri a sud delle paludi Pontine. Cuma e Miseno erano abitate da Opici, una tribù degli Enotri. Gli Opici costruirono diversi villaggi sui Campi Flegrei, dei quali uno presso l’attuale Cappella e un altro, forse sul Monte; essi ebbero il loro centro politico in Cuma.
Agli stabilimenti commerciali creati nei Campi flegrei da naviganti egei, verso il IX secolo a.c. fece seguita una vera e propria corrente migratoria di famiglie greche, le quali, si stabilirono nelle città costiere italiane, con il passare degli anni si fusero con la gente del luogo, creando la nuova civiltà italiota.La stessa Roma adottò l’alfabeto e la monetazione di Cuma che fu dunque maestra di civiltà e potente, ma la base del suo splendore fu Miseno col suo porto o col Monte
Il Monte, dominando l’unica via marittima seguita dalle antiche navi a remi, consentì alla Repuibblica Cumana il monopolio del commercio dei metalli, che si svolgeva tra la Toscana ed il vicino Oriente.Con l’inizio dell’Evo antico abbiamo i primi documenti storici sulla vita del Monte.L’importanza di Miseno, del suo porto e del Monte crebbero definitivamente, quando i Romani, sconfitti Etruschi, Sanniti e Cartaginesi costutuirono a Matremorto la base navale del Tirreno. Una colonia romana fu portata a Miseno, che divenne “Municipium” ed ebbe ordinamenti amministrativi autonomi, vi furono aperte terme pubbliche e un teatro con cavea addossata alle pendici orientali del Monte.Dopo la caduta dell’impero romano,Miseno costituì, nell’ambito del ducato di Napoli, una contea, dalla quale dipendeva anche Procida.Gli storici la chiamarono Castrum, città fortificata, ciò vuol dire che la città e il Monte formavano un’unica entità fortificata e protetta dalle torri costruite nella parte più alta, nella quale si rifugiavano i misenati in caso di pericolo.
Longobardi e Pontefici, Bizantini e Arabi si contesero il possesso del ” Castrum ” Montese, il quale appartenne,di fatto, alla chiesa prima ancora che lo Stato Pontificio assumesse esistenza giuridica. E c’è addirittura chi sostiene che Miseno ed il Monte fossero inclusi nella famosa donazione di Costantino.

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14 commenti a “il monte”

  1. Sabry aka Iside scrive:

    Bello l’effetto notturno

  2. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie!!!! della visita

  3. lelaccio scrive:

    Bellissimo notturno complimenti davvero bella ;)

  4. lindor scrive:

    anche questa è una meraviglia!

  5. Pemi scrive:

    Trovi sempre posti speciali da dove scatti, dando cosi più valore al sogetto della foto.
    Questa non riesco ad indovinare da dove l’hai scattata.

  6. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie ragazzi!! faccio un’accurata ricerca prima di andare in questi posti per scattare foto che mi possono piacere, ho il mio metodo!!!!

  7. Adelia Rumanato scrive:

    Complimenti Gennaro, hai una galleria estremamente affascinante! :-P

  8. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie adelia!!! faccio il possibile perf realizzare foto particolari.

  9. ivo scrive:

    bellissima anche questa.ottimi notturni.bravo.

  10. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie ivo!!!!!

  11. stelladelsud73 scrive:

    buongiorno mauro,bello questo notturno,incanta,ciao…

  12. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie!!! ma meritava di più.

  13. vassanna scrive:

    una meglio dell’altra,non saprei quale scegliere,sono stupenda

  14. DI MAURO GENNARO scrive:

    grazie vassanna!!!!!

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