28 Ottobre 2009 alle 19:13

Torri di….giochi di……..

di Giuseppe Sabella (Figline Valdarno, Toscana. Castelli e Fortificazioni. Categoria C)

Figline Valdarno - Torri di....giochi di........


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Figline Valdarno sorge tra le pendici del Monte Chianti e la sponda sinistra del fiume Arno.
Il nome della città deriva da un nome composto dal latino “figulina” con il significato di “bottega del vasaio o cava d’argilla” e dalla specificazione “Valdarno” assunta nel 1863 che allude alla posizione della città nel Valdarno superiore.
I primi insediamenti nella zona di Figline Valdarno risalgono all’Età della Pietra, come dimostrato dai numerosi reperti rinvenuti in zona.
All’epoca dei Romani il borgo era già ampiamente sviluppato e dedito all’agricoltura.
Tuttavia l’effettivo consolidamento degli insediamenti abitativi nella zona di Figline Valdarno ebbe inizio intorno al secolo XI con la costruzione di un castello, che appartenne alla famiglia degli Uberti, e delle prime pievi attorno alle quali si formò la comunità di Figline Valdarno.
Nel Duecento il borgo fu interessato dalle lotte che si accesero tra le due opposte fazioni dei Guelfi (sostenitori del Papato) e dei Ghibellini (sostenitori dell’Impero) e, risentendo pesantemente delle successive vicende politiche che portarono all’ascesa della famiglia ghibellina degli Ubertini, Figline Valdarno si schierò al fianco dei comuni di parte guelfa.
Nel 1250 la città di Firenze invase il territorio di Figline Valdarno e ne distrusse il castello.
Ormai nell’orbita fiorentina Figline Valdarno venne fortificata per far fronte ai continui attacchi dei Ghibellini alla Repubblica di Firenze e nel 1356 la Repubblica diede inizio alla costruzione di un’imponente cinta muraria e di un impianto urbano costituito da tre importanti assi viari che collegarono il borgo alle città di Firenze, Arezzo e Siena.
Nel corso del Quattrocento il territorio venne colpito da una grave pestilenza che ne decimò la popolazione: solo alla fine del XV secolo il borgo si ripopolò.
Nei secoli successivi, sotto la dominazione medicea, si sviluppò una economia, fondata sull’agricoltura con la rilevante coltivazione del frumento. La località assunse una notevole importanza tanto da essere chiamata “granaio di Firenze”.
Agli inizi del Settecento Figline Valdarno passò ai Duchi di Lorena, i quali, operando la bonifica del territorio, favorirono l’accrescimento delle produzioni agricole e conseguentemente un forte impulso economico.
Agli inizi dell’Ottocento il territorio venne invaso dall’esercito francese di Napoleone Bonaparte, il quale fondò il Regno d’Etruria e designò Figline Valdarno come sede dell’”Accademia Valdarnese del Poggio” che custodiva una grande collezione di reperti fossili rinvenuti nella zona.
Nel 1861 Figline Valdarno venne annessa al Regno d’Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.
Tra i monumenti di maggiore rilievo a Figline Valdarno citiamo qui la Collegiata di Santa Maria, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di San Biagio e il Palazzo Pretorio.
La città di Figline Valdarno ha dato i natali al filosofo Marsilio Ficino (1433-1499).

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2 commenti a “Torri di….giochi di……..”

  1. salvatore pirrera scrive:

    bravo Giuseppe ,penso che volevi far comprendere il contrasto tra le due torri

  2. Giuseppe Sabella scrive:

    Si Salvatore, il contrasto che intendevo evidenziare è, appunto, quello delle due torri, costruite per “giochi” ben diversi.

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