31 Ottobre 2009 alle 13:49

il Castello Normanno di Guaimario

di gianniB (Ascea, Campania. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Ascea - il Castello Normanno di Guaimario


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Velia è il nome latino dell’antica città greca di Elea, sorta intorno al 540 a. C. per iniziativa di un gruppo di focesi che, fuggendo dalla madrepatria situata sulla costa occidentale dell’Asia Minore, in quanto era cinta d’assedio dal re persiano Ciro, trovarono rifugio su un promontorio situato tra la foce di due fiumi, vicino all’odierna Marina di Ascea. Qui fraternizzarono con il popolo pacifico degli Enotri e posero le fondamenta della loro nuova patria. Sul punto più alto del promontorio innalzarono l’Acropoli e il Tempio dedicato alla dea Athena (Minerva per i romani), mentre nell’insenatura scavarono due porti destinati ad acquisire una grande importanza negli scambi commerciali di quel tempo. Elea, grazie alla sua posizione oltreché all’intraprendenza mercantile e vivacità culturale dei focesi, diventò famosa sia come centro economico d’importanza cruciale, sia per la sua bellezza e sia per la fioritura di uomini d’alto livello intellettuale, le cui idee furono punto di riferimento imprescindibile nelle dispute filosofiche e culturali dell’antichità.
La magnificenza culturale di Elea si deve, in particolare, alla scuola filosofica, detta per l’appunto Eleatica, che segna indelebilmente, in profondità, il cammino del pensiero occidentale. Il suo fondatore fu Parmenide, insieme forse a Senofane di Colofone; Zenone e Melisso di Samo ne proseguirono l’opera. Parmenide, il fondatore della metafisica fondata sulla logica, è celebre come il filosofo dell’Essere. Del suo poema filosofico sulla Natura ci sono giunti solo pochi frammenti, che pongono in risalto l’insanabile dissidio fra l’Essere/Verità che è una, immutabile, ed eterna può essere colta solo dal Logos (la Ragione); e la Doxa/Apparenza, cioè l’opinione che si ha del mondo per mezzo dei sensi, da essi erroneamente rappresentata in continuo divenire. Infatti, l’Essere è e mai diviene. Se si ammette l’esistenza del divenire, sostiene Parmenide, consegue che ciò che un tempo non era oggi è o sarà in futuro; che cioè il Non Essere in qualche modo è: una contraddizione logica.
Insomma, tutto il contrario di quanto sostiene il grande filosofo di Efeso, Eraclito, secondo il quale “Pantha Rei”, cioè tutto è in continuo divenire come l’acqua di un fiume che scorre, alla ricerca perpetua d’un’armonia che può aversi solo provvisoriamente, con il raggiungimento d’un precario equilibrio tra forze o entità incessamente in guerra fra loro: come per il suono che si ricava dalla corda di un’arpa, purché sia tenuta costantemente in tensione. Oltre che per la Scuola Eleatica, Velia fu celebre anche per la coniazione delle monete, le più perfette che siano mai state prodotte nelle città greche meridionali.
Sull’Acropoli, intorno al XIII secolo, fu eretto il Castello Normanno di Guaimario, attorno al quale si sviluppò il centro abitato medievale, che sopravvisse fino alla metà del XVII secolo.
FONTE: www.cilentodoc.it/paesi/velia/

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