Risultato voto a scrutinio: 7.01 (Scrutinio: 2050°; Totale: 19249°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 7/17 (41%); 2° = 4/19 (21%); 3° = no; 4° = no;
Castrum Pescharum, Pesclis, Pescla, sono i nomi del borgo posto sul fianco del monte San Bernardo e indicano, provenendo dalla matrice latina pesclum, un luogo ricco di pietra buona per costruzioni. Posto a controllo del tratturo Pescasseroli-Candela, Pesche appartiene a Guglielmo, com’è riportato dal Catalogus Baronum. Fino al XV secolo sarà proprietà della Abbazia di Montecassino.
Il paese è ben conservato, racchiuso dalla cinta muraria; gli edifici in pietra, risalenti al secolo scorso, sono per l’elevata pendenza slanciati in altezza e raggiungono anche i cinque piani, dando vita ad una serie di vedute pittoresche.
Il castello di Pesche rispetta la regola secondo la quale il nucleo abitato rappresenta per l’assediante il primo ostacolo. In forte pendenza lungo la falda della montagna, il recinto con torri cilindriche di cortina (rompitratta ed angolari) chiude il borgo che rende impossibile il trasporto di macchine da guerra. Una serie di installazioni assicurano una efficace difesa ad un attacco sul lato a monte: un ridotto che ha i caratteri di un piccolo donjion rialzato su uno zoccolo a scarpa, un buon sistema di fiancheggiamento attrezzato con numerose feritoie e apparati per la difesa piombante. In alcuni punti sono ancora ben evidenti le tracce delle strutture lignee (solai e barre di rinforzo) nelle cortine murarie in pietrame misto locale a pezzatura variabile ma comunque apparecchiate con buona cura.
Pesche è un significativo esempio di castello-recinto con ridotto di difesa riferibile al modelli dell’Abruzzo (per esempio S.Pio delle Camere) più che a quelli diffusi negli altri centri molisani.
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