7 Novembre 2009 alle 19:14

Il paese di Santa Venerina

di zioseb (Santa Venerina, Sicilia. Panorami. Categoria B)

Santa Venerina - Il paese di Santa Venerina


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Il territorio di Santa Venerina nell’ antichità era caratterizzato in larga parte da un foltissimo bosco e da piccole pianure e colline abitate dai Siculi. La scoperta di alcune monete d’ oro e d’ argento ritrovate in alcuni sepolcri scavati nel territorio di Linera testimonia che vi erano insediamenti umani già al tempo della Roma imperiale. In quest’ epoca si inizia a sviluppare la coltivazione della canapa e del lino. Da quet’ ultimo deriva anche il nome attuale della frazione di Linera). In epoca bizantina venne edificata la chiesetta di Santo Stefano, una cella trichora i cui ruderi si trovano nella frazione di Dagala del Re. Ad essa era annesso un monastero di monaci basiliani. Con l’avvento dei Normanni (1060 - 1194) e la riconquista cristiana, arrivarono a Santo Stefano i monaci benedettini, allontanati poi dalla colata lavica del 1284.

Di Santa Venerina rimangono documenti che risalgono al XIV secolo. Veri e propri resoconti che riportano, ad esempio, della fuga dalla peste del Duca Giovanni, fratello di Pietro d’Aragona, che andò a rifugiarsi nel bosco limitrofo alla chiesa di S. Salvatoris in Blanchardu. Direttamente dal XV secolo vi è testimonianza del passaggio da qui di Alfonso il Magnanimo, che sostò a Santa Venerina per alcune battute di caccia insieme ai reali aragonesi. In contrada Palazzello di Dagala vi è ancora un’icona preziosa con una immagine della Madonna sbalzata sul marmo, avanti alla quale si tramanda che i re che villeggiavano a Dagala vi sostavano con il loro seguito. Nel 1531 l’imperatore Carlo V ricondusse al regio demanio tutto il territorio che si estendeva da Acicastello fino a Pozzillo e che includeva i paesi pedemontani etnei di Aci Sant’Antonio, Aci San Filippo, Pisano, Linera e Mangano. Nel 1747 venne edificata una chiesetta dedicata a Santa Venera, che rapresentò da quel momento il fulcro attorno al quale si sviluppò tutta una borgata che contava oltre 600 abitanti. L’economia del tempo era principalmente basata su agricoltura e allevamento. Il nome Santa Venerina deriva da Santa Venera, e la storia del paese è collegata anche a quella della Contea di Mascali.

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