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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 13/19 (68%); 2° = 17/25 (68%); 3° = 27/48 (56%); 4° = 47/92 (51%);
La torre venne costruita intorno al 1550 su ordine di Fabrizio Pignatelli e fece parte di un ampio progetto di protezione di tutto il litorale dalle incursioni saracene, che fino ai primissimi anni del XIX secolo minacciale nostre genti. Solo sulla costa calabra vennero costruite ben 72 torri di guardia a distanza di circa 6 miglia l’una dall’altra. Nei documenti del tempo, riportati nelle “Ricerche storiche su Caulonia” di Davide Prota, si trovano ampie descrizioni e minuti regolamenti sul funzionamento di queste torri a testimonianza della loro importanza per la difesa del territorio, dei beni e delle genti. Il servizio di sorveglianza era assicudalle milizie cittadine con una certa continuità e severissime erano le pene per la trasgressione ai regolamenti. La torre a forma cilindrica sorge in posizione strategica sulla sommità di una collinetta e, pur essendo dal punto di vista architettonico una delle torri meglio conservate in Calabria, necessiterebbe di urgenti restauri, ma la cosa più grave è che ormai la vetusta costruzione è letteralmente soffocata dal cemento delle case sorte tutt’ intorno in maniera irrazionale e caotica negli ultimi venti anni.
Solo il fazzoletto di terreno che la circonda rimane da salvare dall’assalto di una edificainvasiva. Ai piedi della torre e nello strato immediatamente sottostante ad essa si sono rinvenuti dei muri riferibili ad un insedi età greca.
A tal proposito M.T. lannelli così scrive: “Le indagini effettuate dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria nel sito della cinquecentesca torre di difesa denominata Camillari, hanno dimostrato che il culmine della collinetta era abitato fin dall’età greca.
Risalgono infatti al V sec. a.C. i resti di quattro vani con muri costruiti a secco, mediante l’impiego di grossi ciottoli fluviali e qualche frammento di mattone.
Sotto il crollo delle murature, conservatesi solo per alcuni centimetri di altezza a causa del reimpiego del materiale nella costruzione della torre, sono stati rinvenuti in grande quantità frammenti di anfore greche, che hanno fatto pensare ad un deposito di derrate alimentari connesso ad una costruzione di natura difensiva. Piuttosto che una fattoria legata allo sfruttamento agricolo del territorio, la funzionalità dei ruderi greci di contrada Camillari è stata collegata alle caratteristiche topografiche del luogo che ne definiscono con chiarezza la funzione strategica. Prima della cementificazione selvaggia di tutta la zona, dall’alto della collina di torre Camìllari era possibile scorgere protesa nel mare, la Punta Stilo, il Promontorium Cocynthum dei Greci; non a caso in età più tarda lo stesso luogo era stato prescelto per la costruzione della torre di guardia che doveva proteggere dalle incursioni dei nemici che venivano inimediatamente avvistati”
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