9 Novembre 2009 alle 19:45

Una Delizia

di davide bonsi (Portomaggiore, Emilia-Romagna. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Portomaggiore - Una Delizia


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Risultato voto a scrutinio: 26.35 (Scrutinio: 550°; Totale: 4645°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 11/19 (58%); 2° = 13/24 (54%); 3° = 24/47 (51%); 4° = no;

Risultato Ripescaggio: 23.66 (Posizione: 656°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 16/37 (43%-P= 39%); 2° = 24/38 (63%); 3° = 33/71 (46%-P= 42%); 4° = no;

La collocazione geografica del Verginese sembra oggi non avere giustificazione, infatti per valutarla appieno è necessario fare riferimento alle trasformazioni idrografiche della zona: il Verginese, un tempo, era al centro di un territorio solcato da due fiumi navigabili: il Primaro e il Sandalo, che lo rendevano facilmente raggiungibile per via fluviale. Il nucleo originario della villa, che doveva essere poco più di un casale di campagna, è attestato da documenti già alla fine del XV secolo e con queste caratteristiche entrò a far parte della Camera Ducale Estense.
Fu con il Duca Alfonso I d’Este che il Verginese conobbe il suo momento di massimo splendore: si era nella prima metà del Cinquecento, quando importanti lavori trasformarono il casale in una residenza suburbana avente le caratteristiche della “Delizia”.
Probabilmente fu lo stesso Gerolamo da Carpi (poliedrica figura di pittore, scenografo e architetto), al quale si deve la “riedizione” del Castello Estense di Ferrara da fortezza militare in architettura civile e cortese, ad ispirare la trasformazione del Verginese. A lui sembra infatti riconducibile l’idea delle quattro “torrette scenografiche” aggiunte postumesopra il livello della copertura.
L’ipotesi è del resto assai poco azzardata, se pensiamo che al Verginese, Gerolamo da Carpi era di casa, e come lui i pittori Camillo e Sebastiano Filippi, Battista Dossi, i letterati Giovan Battista Giraldi, Alberto Lollioe Battista Guarini.
A richiamare la presenza di tanti intellettuali era la corte di Laura Dianti, compagna del Duca Alfonso I e madre di due dei suoi figli: Alfonso e Alfonsino. Laura, di umili natali, non volle mai inserirsi nel circuito ufficiale della corte ducale e tuttavia non rinunciò a creare attorno a sè un entourage colto e mondano, quasi una corte parallela.
Il Verginese era la residenza preferita di Laura Dianti e lo stesso Duca Alfonso, già vedovo di Anna Sforza e di Lucrezia Borgia, era solito recarvisi e soggiornarvi a lungo.
Nel 1534, pochi giorni prima della sua morte, Alfonso I donò a Laura il Verginese, che dopo la sua morte conobbe numerosi passaggi di proprietà, anche se fu solo nell’ultimo quarto del XVIII secolo che vennero apportate modifiche rilevanti all’edificio, come l’aggiunta del porticato di collegamento alla Chiesa e le decorazioni a stucco dell’interno, che ospita una copia di Telamoni o Atlanti ed elementi decorativi in gesso che ricordano il gusto rococò
Nessun intervento toccò invece la Torre Colombaia, che rimase intatta a testimoniarci la diffusione, databile già a metà del XV secolo, dell’allevamento dei colombi, il quale garantiva carne fresca sulle mense e concime organico per le colture.
Legati al nostro secolo, sono invece alcuni affreschi floreali, di pieno gusto Liberty, realizzati nelle salette al primo piano della villa. Nel 1771 fu la famiglia Bargellesi a entrare in possesso dell’edificio ed a realizzarne gli interventi strutturali e decorativi.

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4 commenti a “Una Delizia”

  1. VITTORIA7 scrive:

    Bella, ben fatta, ciao

  2. VITTORIA7 scrive:

    ed anche ben commentata

  3. veruska scrive:

    Bellissima!!!

  4. davide bonsi scrive:

    Grazie a tutti per i vostri commenti.

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