Risultato voto a scrutinio: 8.33 (Scrutinio: 1816°; Totale: 17495°)
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Senerchia ebbe il suo castello, posto sullo sperone roccioso del monte Croce, delimitato ad occidente dalla Valle del Sele ed a Oriente dalla valle nella quale scorre il torrente Vallone. Oggi esso si trova allo stato di rudere.
Del complesso fortificato è rimasto solo il Mastio che prospetta sui monti Picentini con il suo fronte Nord ancora ben conservato.
Si è del parere che la fondazione di quest’ultimo non sia da attribuirsi ai Longobardi, ma la fortificazione e gli ultriori ampliamenti fu opera senz’altro di quest’ultimi.
L’assenza della corona merlata sta a dimostrare che esso esisteva già nel IX secolo, giacchè solo dopo questo periodo furono ripristinati i merli, alla maniera romana.
Il bisogno di costruire fortificazioni nella valle del Sele, fu per osteggiare l’avanzata dei saraceni i quali spadroneggiavano nel golfo di Salerno seminando morte e distruzione.
Necessità che diventò inalienabile quando quest’ultimi vollero distruggere Conza della Campania caposaldo della cristianetà. E’ in questo periodo storico che videro la luce le fortificazioni dei castelli di Valva, Laviano, Contursi, e non molto più tardi Quaglietta per chiudere l’Alta valle del Sele.
La struttura architettonica del castello di Senerchia rispecchia in pieno il “tipo” delle fortificazioni medioevali, caratterizzati da una cinta perimetrale, (manca il pomerium), da un mastio, ovvero la parte della residenza del castellano e, da torri di avvistamento.
Oggi sono visibili solo poche tracce di murazioni le quali costituivano la cinta fortificata ed il mastio, l’abitazione del castellano invece, non è più rilevabile in sito.
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