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Belvedere è un comune delle Langhe, dista 44 km da Cuneo ed è situato nell’alta valle del fiume Tanaro. La sua posizione, sulla cima di un colle, da cui si ammira tutta la catena delle alpi (dalle Alpi Marittime alle Alpi Cozie fino al Monte Rosa), ne giustifica il nome.
I primi documenti che danno notizia di questa località risalgono al 1162 con de bellovidere, poi nel 1197 diventa Belveer. Il paese fu feudo dei Saluzzo, dei Vacca e dopo il XV secolo dei Ferraris, dei Demagistris, dei Saraceno e dei Corderò. Il castello di Belvedere era un torrione di avvistamento e di difesa costruito nel sec. XIV. Del castello rimangono solo pochi ruderi dopo la distruzione da parte dei francesi durante le guerre nelle guerre del XVII secolo. Nel 1601 il comune fu unito al Piemonte (Ducato di Casa Savoia). In una collinetta vicino al cimitero, chiamata il Castellazzo, degli scavi portarono alla luce fondamenta di muraglioni e scheletri. Alla fine del ‘700 le truppe napoleoniche invadono e annetono il piemonte e Belvedere viene in parte bruciata dai soldati francesi (la resistenza più dura contro le truppe di Napoleone avvenne a pochi chilometri di distanza nella valle del comune di Paroldo). Dopo il 1815 (Congresso di Vienna) Belvedere si trovava di nuovo sotto il dominio dei Savoia (Regno di Sardegna), per poi diventare dopo il 1861 un comune italiano. Sul finire della seconda guerra mondiale la zona delle Langhe fu teatro di scontri tra le truppe nazi-fasciste e i partigiani: molti arrivavano dall’Unione Sovietica e da altri paesi europei e alcuni passarono o si nascosero nelle case dei belvederesi. I maquis francesi liberati dal carcere di Fossano, per qualche giorno sostarono in paese e anche Carlo Donat-Cattin fu ospitato a Belvedere in quel periodo. Il famoso Lulù, coraggioso partigiano di Lione girava con la sua moto a Belvedere proprio il giorno che venne ucciso da fuoco amico perché mascherato da tedesco. Negli anni Cinquanta il comune andava lentamente a svuotarsi per l’emigrazione verso le grandi città, specialmente Torino, mentre con il nuovo millennio sarà Belvedere stesso a dare ospitalità a immigrati, impiegati nelle aziende agricole e industriali del paese.
(da Wikipedia)
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2 commenti a “Con lo sguardo verso Nord/Ovest”
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L’idea è buona ma il risultato non premia una foto che non può esser considerata pienamente “panoramica”. Ciao.
ci vuol qualcosa che faccia riconoscere il comune, io ho fotografato quello che a mio parere lo fa riconoscere dal luogo in cui si scatta poi a dire il vero quando sei in un punto panoramico…… Grazie comunque e spero non venga messa FC., poi la decisione la darà la giuria.