24 Novembre 2009 alle 23:56

Tramutola

di giovanna colecchia (Tramutola, Basilicata. Panorami. Categoria A)

Tramutola - Tramutola


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Pare che intorno al X sec. a.C. il territorio di Tramutola fosse già abitato da un popolo preellenico, i Pelasgi, il quale si era insediato su un’altura, vicina all’attuale centro abitato, I Castelli. Restano ancora tracce del muro di fortificazione da esso costruito.
Si hanno testimonianze archeologiche (resti di fornaci) che attestano l’esistenza, intorno alla fine del IV sec. e l’inizio del III, in contrada Costarelle, di un insediamento di popolazione indigena.
In località Sole la Chiesa sono stati rinvenuti resti di una villa di epoca romana.
Allorquando Grumentum fu distrutta dai Saraceni, profughi grumentini, come attesta il Ramaglia, si rifugiarono in località Tramutola Vecchia, detta Santa Palomba, fondando ivi un Pago.
Forse, prima ancora delle invasioni saracene, una comunità di Monaci di rito greco si era stanziato in località S. Stefano, fra Tramutola e Saponara. Il perdurare degli attacchi saraceni convinse questi monaci a spostarsi in località S. Pietro, ove edificarono una chiesa. Intorno ad essa sorse un casale dipendente dalla giurisdizione dei Conti di Marsico.
Nel 1144 il Vescovo di Marsico Giovanni III assegnò a Falcone, Abate del monastero benedettino di Cava dei Tirreni, la chiesa di San Pietro.
Il Conte Silvestro di Marsico, con un privilegio del 1154 (ritenuto falso) concesse all’Abbazia di Cava la giurisdizione feudale sul casale di Tramutola.
Esso seguì per quattro secoli le alterne vicende della Contea di Marsico, passando dai Guarna ai Sanseverino, ai Filangieri e di nuovo ai Sanseverino, sino al 1552, anno in cui cadde in dominio regio.
Dopo circa un secolo di schermaglie giuridiche tra l’Università (antico Comune) e l’Abate di Cava, nel 1621 quest’ultimo si vide riconosciuta la Giurisdizione civile e nel 1633 quella criminale.
Da questa data sino al 1806, anno dell’abolizione della Feudalità, Tramutola continuò ad essere Feudo ecclesiastico.
Partecipò attivamente, con Domenico Marotta ed altri alla Rivoluzione Napoletana del 1799 e nel 1806 fu in prima linea, con Felice Viggiani, nei moti antifrancesi.
Centro di cospirazione carbonara e mazziniana durante il periodo risorgimentale, guidato dai fratelli Luigi ed Antonio Giorgio Marrano, fu il primo Comune, dopo l’arrivo di Garibaldi in Basilicata, a ribellarsi ai Borboni e a costituire un Governo provvisorio il 14 Agosto 1860.
Il sisma del 1857 fece 177 vittime fra i 4538 residenti e numerose rovine.
Il fenomeno della prima ondata migratoria portò via dal Comune non meno di 1500 unità. Intorno al 1930 e 1950 il Comune registrò una relativa ripresa economica per i lavori di ricerca del petrolio effettuata dall’Agip.

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