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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 9/20 (45%); 2° = 12/21 (57%); 3° = 11/41 (27%); 4° = no;
Secondo l’ipotesi più condivisa dagli storici, il nome Montecorvino deriverebbe dall’antichissimo idioma ebraico Korak (terra bruciata) in ossequio all’antichissima e provata origine vulcanica del suolo che presenta alcune sorgenti di acque sulfuree e delle esalazioni di anidride carbonica (mofete) che ne sono gli elementi caratteristici.
Il Monte Nebulano che domina il Paese, mostra ancora i ruderi di un castello chiamato appunto Castello Nebulano, sorto probabilmente intorno al VI secolo d.C., che offrì ricovero alle popolazioni della pianura minacciate dalle incursioni saracene.
Il Castello Nebulano conobbe una duplice distruzione, la prima nel 1137 ad opera di Ruggero il Normanno, e la seconda nel 1392 quando le soldatesche di Ladislao di Durazzo, capitanate da Alberico da Barbiano, espugnarono la fortezza che aveva ospitato i Sanseverino, potentissimi Signori di Salerno.
Il Castello fu presto ricostruito e sostenne in fatto d’armi il re Alfonso I d’Aragona. Per riconoscenza dell’aiuto offerto, Alfonso II, il 24 giugno 1494, conferì il titolo nobiliare a 23 famiglie del luogo. Attualmente esso è ridotto a rudere
Nel 1820, a seguito di una legge emanata da Ferdinando I di Borbone il 1° maggio 1816, si ebbe la separazione dei Comuni di Montecorvino Rovella e Montecorvino Pugliano, i quali assunsero rispettivamente i nomi di Casali ove aveva sede il Municipio.
Interessanti da visitare a Montecorvino Rovella sono le innumerevoli chiese, prima fra tutte la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo fondata nel 1274 ad opera del Vescovo di Acerno Luca, sulle rovine dell’antica Abbazia di S. Simeone distrutta nel 1137 da Ruggero il Normanno. Fu una antichissima sede Vescovile, riportata nel suo antico splendore nel 1617 dal Mons. Serrano dell’Ordine Francescano
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