Risultato voto a scrutinio: 1.86 (Scrutinio: 2772°; Totale: 22331°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 3/19 (16%); 2° = no; 3° = no; 4° = no;
Attestazione: 1302 (Ordano 1985, p. 168).
Lozzolo, nelle carte medievali “Loceno”, appartenne ad Arduino d’Ivrea e a suo figlio Ardicino, che ne vennero spogliati dall’imperatore Ottone III, nel 1000, per infeudarne la Chiesa di Vercelli. Nel XIII secolo il luogo passò alla famiglia vercellese dei Sonomonte. Nel 1302 i Sonomonte cedettero i diritti sul castello e sul borgo di Lozzolo agli Avogadro di Collobiano (Ordano 1966; Ordano 1985, pp. 167-168; Conti 1977, p. 162). Nonostante Lozzolo facesse parte delle località che si sarebbero dovute abbandonare per popolare il nuovo borgo di Gattinara, dopo il 1242 il centro sembra non essere stato toccato dal provvedimento e, anzi, pare acquistare importanza dopo tale data. Si è, infatti, avanzata l’ipotesi (Delmastro 1980) che il castello sia stato costruito proprio in opposizione alle pressioni del Comune di Vercelli e si è constatato come la chiesa di S. Giorgio, costruita presso il castello, diventi parrocchiale attorno al 1440 (Ordano 1985, p. 169), confermando la tendenza all’aumento demico del centro nei due secoli trascorsi dalle ingiunzioni della Credenza vercellese. Il castello fu edificato in cima al colle di Loceno. Il lato settentrionale con la torre a pianta circolare è la parte che meglio conserva l’aspetto originale. Tracce di merlature a coda di rondine sono visibili nei tratti di muro occidentale e meridionale. La torre situata all’angolo sud-est del recinto ha, subìto pesanti rifacimenti. Le condizioni di conservazione sono assai precarie. Molte strutture hanno subìto trasformazioni e riattamenti che ne hanno snaturato in modo irrimediabile l’aspetto.
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