Risultato voto a scrutinio: 25.16 (Scrutinio: 983°; Totale: 7467°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 10/20 (50%); 2° = 11/21 (52%); 3° = 20/41 (49%); 4° = no;
Non lontano dalla provinciale, l’antica via del sale univa i valichi alpini ai porti fluviali. Essa attraversava l’antico borgo di Murello; e non stupisce che qui abbiano trovato facile insediamento i leggendari templari, ai quali spesso i signori locali affidavano proprio l’incarico di sorvegliare le strade di grande collegamento e di riscuotervi i pedaggi. Dopo la loro tragica fine, ai Templari succedettero i Gerosolimitani. È ben noto che i templari in Francia furono arrestati (in massa) il 13 ottobre 1307; sebbene siano pochi i documenti sui templari di Murello, uno conferma che il 26 giugno 1308 un tal Fra Oddino gestiva ancora gli affari della sua “precettoria”.Oggi il castello è sede della canonica della parrocchiale di S. Giovanni Battista, ricostruita a causa di un incendio, in modo fedele all’originale del ‘4–500. La bella “Lapidazione di Santo Stefano” è attribuita a Giovanni Antonio Molineri, il grande pittore di Savigliano che segnò, nel primo ‘600, la “stagione manierista” del territorio.
Un vasto prato separa dal castello la casa in cui veniva ogni anno, da Torino, a passarvi le estati la famiglia Calandra; e lo scrittore Edoardo ha ambientato proprio a Murello gran parte della trama del suo famoso romanzo, La bufera, che Benedetto Croce ha definito: i Promessi Sposi del Piemonte. Casa Calandra propone un’insolita decorazione esterna che la rende simile ad un kilt scozzese.
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