Risultato voto a scrutinio: 22.71 (Scrutinio: 2665°; Totale: 19687°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 12/20 (60%); 2° = 10/22 (45%); 3° = 16/42 (38%); 4° = no;
Fra i paesi non costieri dell’intero Cilento, Rutino detiene il primato del ricordo più antico, consegnato ad un documento del 954 contenente il racconto della Traslazione di S. Matteo. Vale la pena soffermarsi su tale documento, nel quale la nostra città viene citata col nome latino Ruticinum (cioè: luogo pieno di ruta): La Traslazione di S. Matteo apostolo ed evangelista (manoscritto custodito nella biblioteca della Cattedrale di Benevento) è un racconto anonimo dei fatti riguardanti il ritrovamento ad opera del monaco Atanasio del corpo di S. Matteo nei pressi della foce del fiume Alento e del suo successivo trasporto (“traslazione”) a Capaccio (sede Vescovile) ed infine a Salerno. Il viaggio si compì attraverso Rutino per raggiungere Capaccio. La tradizione vuole che in tale circostanza S. Matteo abbia miracolosamente fatto scaturire una fonte per dissetare le persone del corteo che accompagnavano le reliquie.
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7 commenti a ““irmici” a Rutino”
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Molto bella Santino
grazie Tiziano e scusa per il grandissimo ritardo, ciao!!!
Un po’ tanti tetti, ma belli i colori.
A presto
certo Ory, il fatto che “irmici” è il dialetto di tegole…
A dopo!!!
irmici lo diciamo anche noi nel salento,bella
ciao
Ciao Peiro, non lo sapevo è una notizia carina, grazie della visita.
Ti auguro una felice notte.
Grazie Santino, non lo sapevo, sono contenta di imparare sempre qualcosa di nuovo.
Un augurio di buona giornata.