2 Gennaio 2010 alle 23:32

Castrum Corniculum

di lorenzangel4life (Sant'Angelo Romano, Lazio. Panorami. Categoria A)

Sant'Angelo Romano - Castrum Corniculum


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Il castello Orsini sorge sull’altura del colle Patulo, tra le più elevate del gruppo dei monti Cornicolani. Primi costruttori un una rocca a Sant’Angelo furono i monaci dell’abbazia di San Paolo che eressero sui resti di un tempio pagano un’abbazia fortificata. Nel Duecento, provenienti da Napoli, il piccolo borgo passò alla famiglia Capocci che vi rimase fino al 1370 quando passò agli Orsini. Furono questi ultimi tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo a rafforzare la rocca con un imponente ciclo di lavori atti ad innalzare nuove e possenti murature con merlature rafforzate agli angoli da robusti torrioni e da un nuovo ingresso. Attorno al castello continuava nel frattempo l’espansione del borgo con la costruzione di numerose costruzioni che posero il castello al centro di un notevole sistema urbanistico. Papa Innocenzo III decise di impossessarsi del castello, facendolo assediare dalle sue truppe che ebbero la meglio sui difensori. Terminato l’assedio la rocca venne data in controllo a cardinali eletti direttamente dal papa. Nel 1491 il castello ed il feudo tornarono agli Orsini che lo tennero fino alla fine del Cinquecento quando il feudo venne ceduto ai Cesi. Dal 1594 al 1668 i Cesi intrapresero, come già avvenuto per il poco distante castello di San Polo dei Cavalieri, importanti lavori di trasformazione del vecchio castello in una piàù adeguata dimora principesca. Gli interni vennero così adeguati alle nuove sigenze dei proprietari mentre l’esterno rimase inalterato nelle sue severe strutture difensive. Nella prima metà del Seicento il castello ospitò l’illustre Federico Cesi, fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei che qui si rifugiò dopo le sfortunate vicende della sua Accademia. Federico iniziò ben presto ad interessarsi all’archeologia, promuovendo scavi e ricerche nella zona e allestendo un piccolo antiquarium all’interno del maniero di famiglia. Successero ai Cesi i potenti Borghese che tennero il castello ininterrottamente fino all’Unità d’Italia. In epoche più recenti venne acquistato da famiglie locali, i Chiappino che nel 1596 lo vendettero ai Cornacchia. Il castello si presenta oggi al centro del vecchio borgo, a pianta quadrata con torrioni angolari con scarpa, tutto in pietra locale. Poco rimane degli ambienti interni che sappiamo essere stati decorati da preziosi marmi ed affreschi.

http://www.castellidelazio.com/castellodisantangeloromano.htm

Sant’Angelo Romano è un comune di 4.413 abitanti della provincia di Roma che sorge su una delle cime dei Monti Cornicolani (Monte Patulo).

Sant’Angelo Romano sorge sul Monte Patulo (400 metri s.l.m.) e prese il nome attuale in onore di San Michele Arcangelo.

Nel 1174 d.C. il paese risulta menzionato, chiamato all’epoca Medullia. Sulla cima più alta sorgeva un’antica fortezza romana forse adibita anche a prigione. Con la caduta dell’impero romano divenne rifugio per molti abitanti delle ville romane vicine. Successivamente dalle ceneri della fortezza, nacque la rocca già nel XI secolo circondata di cinta muraria. Essa prima appartenne ai Capoccia e poi agli Orsini che ne fecero un castello fortificato. Nel 1594 il feudo venne acquistato dai Cesi, e fu in questo periodo che conobbe il suo periodo di massimo splendore. Nel 1612 il papa ne fece un principato con a capo Federico Cesi. Nel 1678 il castello venne ceduto ai Borghese.

Nel 1886 il paese assunse il nome attuale.

Nel 1989 il comune acquistò il castello e nel 1993 iniziarono i restauri e le ristrutturazioni per l’apertura al pubblico. I Santi patroni sono San Biagio e Santa Liberata.

All’inizio il castello fu proprietà dei Capocci, quindi, dal 1379 degli Orsini (i quali erano in perenne lotta con i Colonna, i Savelli di Palombara e gli Odescalchi, e, dalla fine del 1500 dei Cesi).

Nel 1660 il castello risulta essere proprietà dei Borghese, in questo stesso periodo risulta incominciare un inesorabile periodo di declino.

Nel XIX secolo il castello sopporta l’occupazione garibaldina per l’unità d’Italia e successivamente, durante la II guerra mondiale dei Tedeschi.

In seguito venne acquistato dal comune e restaurato.

Il castello Orsini-Cesi accoglie il museo preistorico e protostorico del territorio tiberino-cornicolano. Il castello ed il museo sono visitabili nel weekend.

Il castello è sede per eventi e congressi, ed è luogo di sviluppo culturale attraverso manifestazioni teatrali, mostre, musica.

Porta Capocci Orsini
Chiamata così in onore di chi ne commissionò la costruzione.

Nel XV secolo risulta essere la porta principale di Sant’Angelo Romano.

Questa porta constava di saracinesca di maglia di ferro rigida la quale veniva fatta scorrere nella nicchia di ferro dietro la porta. La porta era di legno di cui rimangono però solo i cardini.

La chiesa parrocchiale di San Biagio Vescovo e Martire San Biagio. Questa chiesa venne costruita a discapito della precedente chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria degli Angeli, con consacrazione il 19 giugno 1759, con successivi restauri (1863 e 1976). L’interno consta di altare maggiore e 5 cappelle laterali dedicate a San Giuseppe, San Francesco di Paola, Madonna di Pompei, Anime del Purgatorio e a Cristo Salvatore. Inoltre vi sono conservati un quadro della “Beata Vergine” del 1522 realizzato da F. Barocci ed un trittico del XV secolo attribuito ad Antoniozzo Romano.
La chiesa di Santa Liberata. Questa chiesa è del XIV secolo, distante all’epoca della fondazione di trovava a circa 500 metri dell’abitato, ma in seguito inglobata dallo stesso. Fu restaurata mel 1695, e nel 1737 fu ampliata insieme all’annesso convento da Giovanni da Evora. All’interno vi è un coro ligneo del XVIII secolo di Antoniozzo Romano.
La chiesa di San Michele. La tradizione locale la vuole consacrata da Papa Eugenio III. Secondo vari dati la chiesa originaria si trovasse in un luogo non ben identificato ma distante. È certo però che il campanile venne inaugurato il 10 aprile del 1677 dal vescovo di Tivoli. Suo utilizzo, fino agli inizi del XX secolo fu utilizzata per sepolture e riti funebri. Nel 1867 venne utilizzata dai garibaldini come dormitorio. Venne restaurata nel 1935 e nel 1997. All’interno si trovano una tela ad olio e una statua dell’Arcangelo Michele.
Nelle vicinanze si trova la voragine carsica del Merlo (detto anche Pozzo del Merro), sita in località La Selva, all’interno dell’area protetta regionale a gestione provinciale Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, istituita con LR 22/97. Il Pozzo del Merro è il sinkhole (voragine carsica che ospita sul fondo un laghetto di appena 20 m di diametro) più profondo del mondo. All’inizio degli anni 2000, è stato raggiunto l’ipotetico fondale (grazie al contributo di un ROV dei vigili del fuoco), posto a circa 392 m dalla sua superficie.

D’interesse è anche il Bosco di Grotta Cerqueta, sempre facente parte della RN Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco. Il Bosco di Grotta Cerqueta ha un’area di circa 30-35 ettari ed è sito su di un colle calcareo. Ospita 3 doline ed una grotta carsica, la quale dà il nome al bosco.

Nel 1971 questo bosco è stato inserito nell’elenco dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale stilato dalla Società Botanica Italiana.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sant’Angelo_Romano

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