Risultato voto a scrutinio: 25.07 (Scrutinio: 1185°; Totale: 7536°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 8/16 (50%); 2° = 12/17 (71%); 3° = 14/35 (40%); 4° = no;
Castello di Golaso
In un importante documento longobardo, costituito da una pergamena riportante un atto notarile di permuta nello scambio di due proprietà avvenuta in data 30 dicembre 770, in qualità di teste appare un certo Gundoald de’Agolate (come in quel tempo veniva nominato il “Golaso” attuale). Da questa data, fino all’anno 1206 non si hanno notizie storiche attendibili. In detta data fu oggetto di dispute fra la civitates e le diocesi di Parma e Piacenza.
Costruito in diverse riprese, il castello di Golaso ha perso quel carattere di maniero che sicuramente aveva in tempi remoti per assumere quello di fastosa dimora gentilizia del tardo Rinascimento. La sua pianta ha la forma di un quadrilatero, alle cui estremità spiccano quattro torri, quadrate le due che guardano a valle (una di esse è crollata recentemente), cilindriche le torri volte a monte, con la parte superiore a forma ottagonale lievemente sporgente.
Si entra nel castello da un portone ad arco con due colonne incastrate, i cui capitelli sono in pietra come è di pietra l’architrave che le sormonta. L’insieme ha un aspetto di classica semplicità, come un prezioso cimelio si conserva ancora intatta l’antica porta in legno, tutta adornata di grossi chiodi.
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1 commento a “Gundoald de Agolate”
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Belli i colori ottimo scatto