17 Gennaio 2010 alle 18:50

Panorama dalle colline

di massimodaddi (Cecina, Toscana. Panorami. Categoria C)

Cecina - Panorama dalle colline


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Il territorio dove sorge oggi Cecina, conosciuta probabilmente anche in epoca etrusca, è stato abitato in età romana, quando un alto personaggio imperiale, il console Albino Cecina, discendente di un’antichissima famiglia di origine etrusca, ordinò la costruzione di una villa, i cui resti sono tutt’oggi visitabili in località San Vincenzino.

Il territorio che circonda Cecina conobbe una lunga fase di declino, iniziato con la decadenza della civiltà etrusca ed accentuatosi durante la dominazione romana. Tuttavia in epoca medioevale, il nome della città toscana venne citato da Dante Alighieri (Inf. XIII, 7) che individuava i confini della Maremma proprio tra Cecina e Corneto.
« Non han sì aspri sterpi né sì folti

quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi colti »

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XIII)

Nel 1406 con la caduta della Repubblica Pisana e l’avvento del dominio fiorentino la zona entrò a far parte dal 10 febbraio 1407 della Vicarìa della Maremma pisana estesa su Montescudaio, Guardistallo, Bibbona, Casale Marittimo, ecc. senza tuttavia fare cenno di alcun borgo di Cecina.

Solo verso la metà dell’Ottocento, la bonifica del granduca Leopoldo II di Toscana cambiò completamente l’aspetto del territorio, rendendolo visibile e coltivabile, dando l’avvio a quel processo di sviluppo economico che si è protratto fino ai nostri giorni.

L’abitato di Cecina sorse ufficialmente nel 1852, anche se di alcuni vecchi edifici non sono rimaste tracce, in quanto parte dell’abitato fu bombardato durante la seconda guerra mondiale (in particolare l’area vicino al ponte sul fiume Cecina). Della storia più antica di Cecina si trovano testimonianze presso la Villa della Cinquantina, edificata nel 1768 in pieno ambiente malarico allo scopo di ospitare i braccianti stagionali durante il periodo della mietitura.
Altra testimonianza storica è Villa Ginori, sorta lungo la costa nel 1740 alla foce del fiume Cecina per volere di Carlo Ginori e su progetto di Giovanni del Fantasia. Attorno a questa dimora, nel corso del XX secolo, si è sviluppata la frazione di Cecina Mare (o Marina di Cecina), collegata al centro urbano della città da un grande viale alberato.

Le bonifiche intraprese sotto i Lorena portarono alla formazione di ampie distese di pinete a nord e a sud di Cecina, formate da pini domestici impiantati tra il Settecento e l’Ottocento arricchite dalla presenza di piante di ginepro, leccio, pini d’aleppo e pini marittimi.

Già facente parte della provincia di Pisa, nel 1925, per interessamento personale del gerarca fascista Costanzo Ciano, livornese di nascita e desideroso di ampliare i confini della piccola provincia di Livorno, Cecina e molte altre località limitrofe della costa, da Rosignano Marittimo alla città di Piombino, passarono dall’amministrazione pisana a quella della provincia di Livorno.

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