Risultato voto a scrutinio: 10.05 (Scrutinio: 2328°; Totale: 14595°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 9/17 (53%); 2° = 5/17 (29%); 3° = no; 4° = no;
Dopo il 1635, avendo subito un incendio ad opera del duca di Savoia, fu soprannominato Castelnuovo “Bruciato” e così lo troviamo scritto all’inizio dell’800 dallo storico G.S. De Canis, nato a Tigliole, sposato e morto proprio a Castelnuovo, mentre “Calcea” lo chiamò nei suoi scritti, in conformità ai documenti ufficiali, Angelo Brofferio (1802-1866), castelnovese di nascita, temuto oppositore del Cavour nel Parlamento Subalpino, scrittore, giornalista, avvocato e importante poeta dialettale, che con le sue canzoni conferì dignità di lingua alla parlata torinese, frammista ad idiotismi monferrini. Castelnuovo seguì le sorti di Milano fino al 1735, quando con altri territori fu ceduto ai Savoia, a cui, come già detto, Asti e la sua contea appartenevano dal 1531.
Riprendendo le vicende dei feudatari locali, va ricordato che Benentino Guttuari, ultimo discendente maschile della famiglia, morendo nel 1552, lasciò eredi le quattro figlie, che fondarono in Asti il Monastero del Gesù sull’area che poi divenne l’ Opera Pia Michelerio. Esse cedettero nel 1554 le prerogative feudali al milanese Gian Giacomo Caffarelli e intestarono alla loro istituzione religiosa le vaste terre allodiali che possedevano nelle campagne di Castelnuovo.
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