Risultato voto a scrutinio: 10.12 (Scrutinio: 2301°; Totale: 14538°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 6/16 (38%); 2° = 8/18 (44%); 3° = no; 4° = no;
Comune della provincia di Salerno, Salvitelle, è posto a circa 80 chilometri dal capoluogo, al confine con la Basilicata. Posizione amena, sulla criniera di un colle a 646 metri s.l.m. Vasto, vario, bel panorama : Da piazza Belvedere lo sguardo domina la valle del Melandro-Bianco, verdeggiante di ulivi, dorata dal sole e si spazia verso ovest, sorvolando la valle Tanagro-Sele, fino alla costiera amalfitana; verso nord-est è chiuso da rupi a strapiombo ; ad est gli limita l’orizzonte la cresta appenninica che sovrasta e nasconde Potenza. Confina ad est col comune di Vietri di Potenza; a sud-est con Caggiano; a sud con Auletta; ad ovest con Buccino ed a nord col comune di Romagnano al Monte. Il territorio copre una superficie di 953 ettari – difatti l’estensione del territorio comunale è tra le più ridotte dell’intera provincia. Territorio prevalentemente collinare che raggiunge la massima altitudine sul monte S. Giacomo con quota 961 metri sul livello del mare. Questa vetta fa parte della cresta montuosa della Serra S. Giacomo che coincide con il confine meridionale del Comune, mentre a nord il confine si identifica con il torrente Melandro-Bianco, (Bianco a causa dell’alveo formato da pietre sature di carbonato di calce), dove viene raggiunta la minima quota di 190 metri sul livello del mare. La superficie territoriale è variamente ondulata: una ripida parete scende dalla cresta della Serra S. Giacomo fino ad una stretta valle compresa tra i 500 ed i 300 metri s.l.m. e risale repentinamente ai 646 metri della sommità dello sperone dove si trova arroccato l’abitato per poi ridiscendere altrettanto rapidamente fino alla quota di 400 metri da dove i pendii si fanno più dolci, per quanto variamente accidentati, fino al torrente. L’insediamento è formato da un unico nucleo urbano, mentre nell’agro si trovano un certo numero di case sparse prevalentemente di recente costruzione. “Nel suo insediamento storico, - da un’analisi del tessuto urbano redatta dall’arch. G. Censini e altri, - sono riconoscibili quattro tipi di formazione, due interne ad una perimetrazione fisica dell’impianto originario, due esterne con caratteristiche di formazione di borgo. Il primo impianto comprende il sistema del castellare che si insedia in un’area privilegiata forse di preesistente costruzione (Arce o luogo sacrale) avente una recinzione muraria quadrangolare. Questo tipo di insediamento si innesta su di un percorso di crinale che diviene supporto di aggregazioni edilizie a pettine lungo la direttrice di uscita dalle porte della cittadella (Torre del Barone, Temponi, Bocca le porte). La prima di queste formazioni orientata a nord-est (dall’attuale piazza Madonnina al palazzo Grassibelli) in un primo tempo si organizza intorno ad un percorso, oggi decaduto, interno agli edifici che si affacciano sulla via Grassibelli e che si estendono fino alla via Costarelle, ortogonalmente segmentati dai cinque vicoli Grassibelli. Successivamente al secolo XVI la struttura urbana si arricchisce di unità a palazzotto signorile che si appoggiano alla nuova via longitudinale alla linea del crinale (Via Grassibelli) e si munisce di una nuova recinzione muraria più estesa sulla quale, poi, si imposta l’aggregazione edilizia delle “case-mura”. In questo periodo è possibile che per l’imposizione a risiedere all’interno del nucleo urbano da parte di una certa aristocrazia rurale e per il maturare di forme istituzionali ed artigianali, Salvitelle abbia avuto una fase di crescita qualitativa tale da farlo assurgere al ruolo di città. A conferma di questa eventualità resta una organizzazione tipicamente gerarchica che distingue la città dentro e la città fuori le mura. La città esterna è costituita da due formazioni di impianto: la prima lungo il crinale in uscita dalla cittadella, sul cui assetto a spina le tipologie a schiera si sono riunifìcate, in parte, in entità edilizia a palazzetto con successivi ampliamenti verso percorsi più a valle; la seconda di forma rettangolare compresa tra la via Marco Manilio e Giacomo Salerno che rispetta una magliatura stradale a scansioni ortogonali regolari e percorsi longitudinali. E’ incerto se questo insediamento sia stato fortificato. Tuttavia la presenza di alcuni capisaldi, quali, da un lato, il complesso del sottoportico Mazzei dotato di due torri e, dall’altro, la indecifrabile sistemazione dell’area dove insiste il palazzo Briganti – Bonavoglia col giardino attiguo che ricorda la forma di un bastione cinquecentesco, in assenza di una organica conoscenza documentaria, lascia aperti alcuni interrogativi sulla esatta determinazione della forma urbana. La permanenza dell’uso delle matrici fondamentali del centro antico è costantemente riaffermata in percorsi principali, itinerari processionali scanditi ad intervalli regolari dalla cappella extraurbana alla Croce (prima presenza urbana), dalla chiesa del Rosario alla chiesa Madre (S. Spirito). Le ricostruzioni successive ai terremoti dei secoli XVII e XVIII e gli interventi ottocenteschi, come il palazzo Grassibelli, il palazzo Mucci, il palazzo Romanzi, il palazzo Briganti hanno stabilito una continuità storica pur nelle nuove scale dimensionali che l’intervento architettonico introduceva nell’organizzazione della città. Il senso di tali interventi si può riassumere nella idoneità di riaffermazione del sito caricando maggiormente di significati l’immagine urbana. La volontà di riaffermare la città come unità omogenea ed al contempo conferire ad essa i segni distintivi della gerarchia sociale, come traspare dai parametri degli edifici, evidenzia la funzionalità tra la costante strutturale dell’assetto urbano e la variabilità delle modificazioni eseguite che di volta in volta descrivono i modi di vita e l’uso della città. La stessa distribuzione della proprietà, il modo di abitare, e complessivamente la dimensione in cui si attua il rapporto città – campagna sono, tuttora, quelli antichi e riflettono una società non ancora completamente trasformata dai moderni rapporti economici.”
fonte: www.comune.salvitelle.sa.it/
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