24 Gennaio 2010 alle 23:50

Regillum

di lorenzangel4life (Palombara Sabina, Lazio. Panorami. Categoria B)

Palombara Sabina - Regillum


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Palombara corrisponde probabilmente alla città di Cameria o di Regillum.

Nelle campagne della frazione di Cretone sono stati ritrovati alcuni fossili, tra cui quello di un Elephas, custodito presso il Museo Paleontologico dell’Università di Roma La Sapienza.

Nell’VIII secolo il centro era chiamato Palumba o Palumbus, nome attestato dalla presenza di colombai e dall’allevamento di colombi nella zona.

Quindi fu dominio dell’Abbazia di Farfa.

Nell’XI secolo il paese fu chiamato Palumbaria quando fu feudo del duca Alberico il Longobardo. Nel 1279 fu dei Savelli.

Il paese di Palombara sorge a meno di 40 km da Roma e all’inizio dell’area Sabina e ai piedi del Monte Gennaro. L’abitato può considerarsi a ragione un tipico esempio di urbanistica medievale italiana, grazie all’andamento concentrico delle strade che a gradoni si dispongono anularmente lungo il pendio del colle sul quale venne fondato il paese. Anche le sorti di questo paese dipesero dall’abbazia di Farfa che nei pressi dell’abitato aveva provveduto all’edificazione dell’abbazia romanica di San Giovanni in Argentella. Antico signore di Palombara fu Giovanni dei Crescenzi Ottavini che inaugurò una stagione di incontrastato dominio sull’intera zona, così indipendente da costituire un regno più che un feudo. Fu lui con probabilità a far costruire il castello nel 1111, sull’altura principale del costituendo borgo. Il fortilizio occupò circa 1 ettaro di superficie complessiva con larghe murature che superavano i 2 metri di spessore. Il dominio degli Ottavini terminerà nel 1180 con la firma nelle sale del castello dell’atto notarile con il quale si sanciva il passaggio di proprietà in favore dei monaci di San Giovanni in Argentella. Nello stesso anno il castello vide lo svolgersi di un’altra delicata vicenda, l’arresto dell’antipapa Innocenzo.
Nel Duecento grazie a delicate vicende politiche e matrimoniali vi subentrarono i potenti Savelli, forti dell’appoggio dei due papi dello stesso casato – Onorio III e Onotrio IV dei Savelli - che in pochi decenni furono eletti pontefici e salirono al soglio di Pietro. In quell’epoca vi soggiornò papa Eugenio III, Enrico IV di Franconia e Federico Barbarossa. Nel 1258 un grave terremoto causò ingenti danni al paese ed al castello. Nel 1310 in alcune sale del castello venne celebrato un proceso contro alcuni cavalieri dell’Ordine del Tempio, i Templari. Nel 1532 vi si rifugiò da Roma l’artista e orafo benvenuto Cellini e nel 1602 vi nacque Virginia Savelli, futura fondatrice del monastero di Santa Maria dei Sette Dolori di Roma. Nel 1637 il castello venne venduto ai Borghese qi quali subentrarono nel 1893 i Torlonia. Ai primi del Novecento un’ala del castello venne impropriamente trasformata in carcere mentre altri ambienti venivano utilizzati quali depositi agricoli. Nel 1949 passa ancora di proprietà giungendo agli Sforza Cesarini i quali lo vendono nel 1971 allo Stato Italiano che lo cede al Comune di Palombara Sabina. Il nucleo originario del castello risale al XII secolo, costruito sulla roccia viva dell’altura sul quale sorge. E’ a pianta irregolare, cinto da mura con una vasta piazza d’armi aperta ed un cortile all’interno di altre costruzioni. Nel corso del Due e Trecento venne poderosamente ingrandito con l’aggiunta delle altissime murature e dell’alta torre quadrangolare – tra le più alte del Lazio -, con profondo aggetto su arcatelle rette da beccatelli. A ridosso della torre venne costruito intorno al 1560 un nuovo corpo di fabbrica con bastione circolare ad angolo, a racchiudere quello più antico. Poco resta delle decorazioni originarie delle sale mentre invece si è conservato quasi intatto il prezioso cortile interno con scale, rampe e caratteristici affacci. Degno di nota e rarissimo esempio in Italia è la profonda galleria che parte dal castello e collega questo ad una delle porte del paese. La galleria, detta anche di “soccorso”, lunga oltre 80 meri è percorribile in due sensi, uno coperto con profonde feritoie che garantivano agli arcieri e balestrieri una formidabile difesa, e l’altro posto sopra la galleria, scoperto ma protetto da merlature.

http://www.castellidelazio.com/castellodipalombarasabina.htm

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