25 Gennaio 2010 alle 18:08

Alle pendici dei monti Sabini

di lorenzangel4life (Montelibretti, Lazio. Panorami. Categoria A)

Montelibretti - Alle pendici dei monti Sabini


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In epoca romana doveva esistere nella zona una villa, che appartenne a Gaio Bruzio Presente, suocero dell’imperatore Commodo. Il nome del podere dei Bruzii passò al toponimo di Castellum Britti, attestato nel 1018. In testi del XII secolo viene citato come Mons Brittorum o De Brectis.

Dal XIV secolo il paese appartenne agli Orsini, dai quali passò nel 1664 ai Barberini e quindi agli Sciarra.

Nel 1867 fu teatro della Campagna dell’Agro Romano per la liberazione di Roma. Vi si scontrarono i garibaldini e le truppe pontificie e francesi.

Le notizie più antiche relative al castello di Montelibretti risalgono all’Anno Mille e sono riportate nelle cronache della vicina abbazia di Farfa dove si citano contratti tra l’abate dell’abbazia e il ramo fomentano della nobile famiglia romana dei Crescenzi. Intorno al 1058 il castello dei Crescenzi venne attaccato e distrutto dalle truppe normanne, accorse dall’Italia meridionale in aiuto di papa Niccolò II che era sceso in guerra con i Crescenzi, contrari alle alleanze tra le abbazie di Farfa e Montecassino. Due anni dopo, nel 1060, lo stesso papa confiscò il castello di Montelibretti alla famiglia Crescenzi per donare l’intero feudo alla più fedele famiglia dei D’Aquino. A seguito delle complesse vicende seguite ai patti stabiliti nel concordato di Worms del 1125 tra l’imperatore ed il papa, le sorti del paese e del castello si trovarono al centro di dispute militari e rivendicazioni di possesso della potente abbazia benedettina di Farfa. Nel 1156 il castello venne cinto d’assedio dalle truppe imperiali di Federico Barbarossa. Nel Duecento la Chiesa, tornata in possesso del feudo di Montelibretti, vendette il castello alla famiglia romana dei Margani che a loro volta nel 1337 lo cedettero agli Orsini. Nel 1400 nella rocca papa Bonifacio IX creò abate commendatario dell’abbazia il nipote, cardinale Carbone Tomacelli. Il Quattrocento vide nuovamente legati indissolubilmente gli Orsini, Signori del castello, con le sorti dell’abbazia di Farfa. Il predominio degli Orsini terminò solamente nel 1503 con lo sterminio da parte di Cesare Borgia, figlio di Rodrigo Borgia poi papa Alessandro VI, degli Orsini di Gravina e conseguente confisca dei loro beni. Nel 1504 papa Giulio II della Rovere decretò che gli abati di Farfa avessero in uso anche il castello di Montelibretti e perciò nominò abate suo nipote. Nel 1644 l’intero feudo fu venduto al nipote di papa Urbano VIII, Taddeo Barberini, che però dovette fuggire in esilio in Francia fino al 1656 per scampare agli arresti decretati da papa Innocenzo X Pamphilj. Il cardinale Taddeo, tornato in Italia, prese possesso del feudo nel 1657 e poco dopo iniziò la radicale trasformazione del vecchio castello medievale in un più comodo e confortevole palazzo. Tale ristrutturazione interessò soprattutto alcuni degli ambienti interni del castello, lasciando invece quasi del tutto inalterata la struttura esterna, dove ancora oggi sono chiaramente visibili le vecchie murature di difesa con torrioni, sormontate da arcatelle pensili su beccatelli.

http://www.castellidelazio.com/castellodimontelibretti.htm

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