25 Gennaio 2010 alle 18:29

Castrum Nerolae

di lorenzangel4life (Nerola, Lazio. Castelli e Fortificazioni. Categoria A)

Nerola - Castrum Nerolae


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Risultato voto a scrutinio: 67.74 (Scrutinio: 108°; Totale: 704°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 13/17 (76%); 2° = 14/18 (78%); 3° = 24/35 (69%); 4° = 42/67 (63%);

Risultato Ripescaggio: 47.59 (Posizione: 417°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 20/38 (53%); 2° = 21/38 (55%); 3° = 43/70 (61%); 4° = 53/142 (37%);

Il castello Orsini di Nerola è posto su un alto e ripido sperone dei Monti Lucretili a circa 50 km da Roma, lungo l’importante percorso viario dell’antica via Salaria. Faceva probabilmente parte di un sistema di comunicazione, tramite avvistamento visivo dalle coste tirreniche sino agli Appenini. Il territorio su cui sorge il castello fu concesso nel 972 in feudo da papa Giovanni XIII al conte Benedetto de’ Crescenzi, nipote del papa, affinché vi costruisse un castello.Un documento della metà del Mille menziona un Castrum Nerolae, con attorno un piccolo agglomerato di case che fu assalito dalle truppe normanne nel 1061 che vi si stanziarono almeno fino al 1074 fondando nei pressi il Castrum Normannorum. Dalla fine del Mille il castello fu proprietà della potente abbazia di Farfa che nel 1104 lo concesse nuovamente ai Crescenzi. Nel 1235 il castello divenne proprietà della Camera Apostolica e poco dopo il castello divenne centro del nuovo libero comune di Nerola, passato per legami di parentela alla famiglia genovese dei Montenigro. Agli inizi del Trecento papa Bonifacio VIII Caetani, per un delicato gioco politico di equilibri territoriali, concesse a Francesco Orsini il castello ed il feudo di Nerola. A questo periodo si deve la quasi completa riedificazione del castello che dovette resistere agli attacchi delle truppe di Ladislao di Durazzo re di Napoli. Nel 1570 il feudo di Nerola divenne entrò a far parte del feudo Orsini di Montelibretti cui restò fino al 1644, anno in cui, a causa della delicata situazione patrimoniale di Ferdinando Orsini, il castello venne venduto a favore di Taddeo Barberini, nipote di papa Urbano VIII. Nel 1728 per l’estinzione del ramo maschile dei Barberini, Cornelia Barberini sposò Giulio Cesare Colonna ed il castello passò ai Colonna di Sciarra, cui rimase fino per quasi un secolo. Successivamente fu alienato a favore dei marchesi Sacchetti, ai Lante della Rovere e nel 1938 al marchese Gian Giacomo Ferrari che provvedette ad un sostanziale restauro. I territori limitrofi ai primi del Novecento vennero espropriati ed assegnati alla Banca d’Italia.
Nonostante i numerosi rifacimenti che hanno interessato il nucleo originario risalente al X secolo, il castello di Nerola si presenta perfettamente intatto. E’ composto da due corpi di fabbrica entrambi su pianta quadrata con pietra calcarea locale, il primo interno del Duecento e il secondo, esterno a inglobare quello precedente, costruito nel Quattrocento da Raimondo Orsini. La parte interna, quella del primo castello del XIII secolo, è composta da mura merlate racchiuse da alte torri quadrate angolari, tutto culminanti con merlature guelfe su piccoli beccatelli. La parte esterna è composto basse e spesse mura a scarpa, con profondi merloni da fuoco e agli angoli torri circolari che racchiudono il vecchio castello. Alla fine del Quattrocento, a causa dell’avvento della polvere da sparo, vennero eseguite alcune modifiche. Furono così rinforzate le mura esterne a scarpa, furono costruiti nuovi recinti murari che inglobarono la vecchia costruzione duecentesca, fu ampliato il fossato, modificato il ponte levatoio e le merlature e furono inoltre create nuove aperture per le bocche da fuoco difensive. All’interno del castello si trova una cappella gotica dedicata alla Vergine costruita nel XIV secolo con un dipinto ritenuto miracoloso raffigurante la Madonna delle Grazie e resti di affreschi. Altre modifiche vennero apportate durante la signoria di Flavio Orsini, duca di Bracciano, che vi fece costruire un’imponente foresteria e decorò con affreschi alcune sale.

http://www.castellidelazio.com/castellodinerola.htm

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