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La stessa leggenda che vuole Stabiae fondata da Ercole nel 1239 avanti Cristo, di ritorno dalla Spagna dopo la decima delle sue famose dodici fatiche, attribuisce ad Ercole anche la nascita dello Scoglio di Rovigliano che anticamente era chiamato, appunto, Pietra d’Ercole.
C’e’ un’ altra leggenda legata a Rovigliano: al tempo delle invasioni dei Longobardi nell’Italia meridionale,alcuni soldati si accamparono nei pressi della foce del fiume Sarno, proprio di fronte all’isoletta di Rovigliano. A guidarli vi era il conte Orso, uomo audace e generoso, che con la sua donna Fulgida, oltremodo buona e bella, ed il figlio giovinetto Miroaldo, si stanziò nel castello che si ergeva imponente sull’isoletta.
Ma un giorno apparvero nel golfo di Castellammare quattro grandi navi saracene.
Il conte Orso diede ordine ai suoi soldati di prepararsi alla difesa; ma nonostante cio’, furono sopraffatti dal nemico. Non c’era scelta: o darsi alla fuga o arrendersi.
I Longobardi preferirono combattere.
Intanto dalle navi saracene si staccarono sciami di barche che portarono a terra gruppi di pirati armati fino ai denti. La lotta non durò a lungo, e cosi’ gran parte dei Longobardi furono massacrati, e i pochi che sopravvissero furono portati via come schiavi.
I più audaci tra i sopravvissuti, insieme al conte Orso, tentarono una disperata resistenza sulle ritirandosi sulle rocce di Rovigliano.
Ma i Saraceni li sconfissero e così il conte, ferito a morte, fu barbaramente impiccato, e donna Fulgida, che aveva tentato di fare scudo col proprio corpo al marito, fu trafitta da un’asta nemica e lasciata moribonda sugli scogli. Miroaldo, rimasto miracolosamente incolume, fu condotto con gli altri in schiavitù.
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1 commento a “Lo Scoglio di Rovigliano”
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