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« Non è facile raccontare questa storia a chi non conosce la valle del Basento, il cielo celeste come i colori a matita dei bambini, i pendii che il grano rende verdi a primavera e gialli d’estate, i fuochi delle stoppie, i tralicci per l’estrazione del petrolio, i paesi agonizzanti sulle colline, il volo del nibbio. »
(Dal romanzo «Mille anni che sto qui» di Mariolina Venezia)
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Grottole ha origini remote tanto da essere uno dei centri più antichi della regione. I ritrovamenti di insediamenti preistorici, greci e romani sono una precisa testimonianza in tal senso. Il toponimo potrebbe derivare dal latino cryptulae ossia grotticelle, locali adibiti alla lavorazione dell’argilla, arte per la quale Grottole è rimasta famosa nei secoli.
In epoca magno-greca, Grottole faceva parte della VII regione metapontina, colonizzata dai Greci a partire dall’ VIII secolo a.C. Fu fortificata dai Longobardi, dai quali riuscì a sottrarsi intorno all’anno 1000. Nel 1061, in epoca normanna, il feudo di Grottole passò sotto il dominio di Guglielmo Braccio di Ferro, e successivamente passò a Roberto il Guiscardo e poi ai conti Loffredo di Matera. Nel corso dei secoli il feudo di Grottole fu conteso da diverse Signorie. Carlo I D’Angiò l’assegnò a Ruggero di Lauro, conte di Tricarico, il quale aveva appoggiato la conquista angioina, e da questi passò ai Monteforte ed agli Orsini Del Balzo. Nel 1534 passò sotto il dominio dei marchesi Sanchez De Luna d’Aragona, mentre nel secolo successivo si susseguirono i Caracciolo, gli Spinelli, fino al 1738 quando passò ai Sanseverino di Bisignano. Solo nel 1874 Grottole si liberò dell’ultimo feudatario. Il territorio comunale (l’antica universitas come venivano chiamati un tempo i comuni) era suddiviso in contrade ed ognuna di queste ogni anno doveva versare alla mensa arcivescovile un tributo pari alla grandezza e all’importanza della contrada. I nullatenenti erano soggetti ogni anno a celebrare Messe cantate e lette.
Fonte: wikipedia
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3 commenti a “Le campagne di Grottole”
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splendida.
Bellissima!
Grazie Rosa, grazie Vera