31 Gennaio 2010 alle 20:00

La Rocca dei Papi

di tiziano83 (Montefiascone, Lazio. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Montefiascone - La Rocca dei Papi


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Sorge sulla sommità del colle di Montefiascone, zona privilegiata dal punto di vista strategico e che per questo motivo, come attestato dai ritrovamenti archeologici, rappresenta un luogo di grande persistenza insediativa sin dalle origini delle attività umane. La sua storia inizia attorno al XII sec. quando papa Innocenzo III ne ordina il restauro, rendendola una vera e propria fortezza. Durante il periodo di cattività avignonese la rocca di Montefiascone diventa la capitale del patrimonio di San Pietro, infatti il Papa dalla Francia dove era rifugiato nominava il “rettore” che doveva risiedere a Montefiascone e curare il governo del nascente Stato Pontificio. Il pontefice inoltre inviava di tanto in tanto i sui legati che avevano il compito di controllare l’operato dei rettori ed eventualmente di riformare, legiferare e convocare parlamenti. Tra i rettori ed i legati più illustri vi furono il leggendario condottiero cardinale Egidio Albornoz che diresse dalla Rocca la riconquista del Patrimonio di San Pietro e Bertrando Deux famoso per le sue dispute con Cola di Rienzo. Le mura della Rocca opitarono anche numerosi papi per brevi o lunghi periodi e questi spesso condussero con loro artisti e letterati illustrissimi che con le loro opere diedero fama alla Rocca di Montefiascone . Con il duca Valentino e con papa Giulio II lavoreranno Antonio da Sangallo il Vecchio, con Leone X, figure del calibro di Michelangelo al quale il Fontana attribuisce più tardi delle parti della fortezza (in seguito troviamo lo stesso Carlo Fontana al quale si devono delle belle stampe della Rocca ), Antonio da Sangallo il Giovane , i letterati Pietro Bembo e Jacopo Sadoleto. All’interno dell’inespugnabile castello gia nel XIII sec. vi era una “zecca” dove si coniavano i Paparini. Il declino iniziò verso la fine del ‘500 quando venne a mancare il bisogno di una residenza così fortificata. Alla fine del ‘600 si completò la rovina con il cardinale Barbarigo, che usò le possenti mura come cava di materiale per la costruzione del seminario diocesano.

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