6 Luglio 2009 alle 18:49

Castel Coira

di gianniB (Sluderno, Trentino-Alto Adige. Castelli e Fortificazioni. Categoria A)

Sluderno - Castel Coira


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Il vescovo di Coira, Enrico IV. di Montfort, dopo aver vinto una faida contro i balivi di Matsch, ricevette il diritto, secondo una sentenza promulgata il 27 febbraio 1253, di “costruire senza intralcio alcuno un castello o una fortezza in un luogo a piacimento tra Cleven e Laces”.

Troviamo per la prima volta il nome del castello in un documento che il vescovo Enrico scrive il 21 febbraio 1259 nel “Curberch”. Il nome e la località del castello, posto all’entrata della valle di Matsch, dove i balivi avevano la propria sede di famiglia, ci danno la certezza che il Castel Coira è proprio quel castello che il vescovo poco prima aveva ricevuto il diritto di costruire “senza intralcio alcuno”. Il nucleo più antico del castello è formato dal maschio posto a monte, a sud dal palazzo a pianta rettangolare e dal muro di cinta che circonda un ampio cortile interno. Dell’antico torrione antistante al castello, noto come Pfaffeneck e accanto al quale passa la vecchia strada di accesso, sono rimaste in piedi soltanto le fondamenta, essendo la torre stessa stata distrutta nel 1358.Fino all’inizio del sedicesimo secolo il castello mantenne il suo aspetto altomedioevale. Con il passaggio di proprietà iniziarono ampi lavori di ristrutturazione e di nuova edificazione, come ad esempio il cortile esterno, le terrazze del giardino e i bastioni.Tra il palazzo e il maschio vengono inseriti ulteriori edifici abitativi, raggruppati attorno ad un vasto cortile interno, il cui piano superiore è attorniato da un loggiato. Il palazzo viene rialzato con un muro spartifuoco e munito di una merlatura; sul lato meridionale venne aggiunto uno sporto e al pianterreno un ambiente in stile tardogotico.Nella seconda metà del sedicesimo secolo l’antico castello viene trasformato in una ricca residenza rinascimentale.Nel diciottesimo secolo si procede al rifacimento e l’ampliamento del terzo piano del palazzo come alloggio per gli ospiti, con tappezzerie a motivi biblici e stufe di ceramica smaltata. La scalinata che porta alla cosiddetta Sala Matsch sostituisce una scala precedente che collegava il loggiato con il terzo piano dell’ala settentrionale.

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