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Titolo tratto dal romanzo «Mille anni che sto qui» di Mariolina Venezia
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Calciano è un comune di 814 abitanti della provincia di Matera. Il comune dista 53 km da Potenza e 57 km da Matera. Il paese è considerato la “porta” del Parco Naturale di Gallipoli Cognato, data l’estrema vicinanza dall’area naturalistica protetta che comprende altri quattro comuni. Il territorio del comune risulta compreso tra i 183 e i 1.151 metri sul livello del mare.
Sul territorio si trovano presenze umane preistoriche e sembra che dal V secolo a.C sia esistito un insediamento laddove sorge attualmente, fino al 383 a. C, quando fu distrutto da un’alluvione. La popolazione, organizzatasi intorno al castello e alla Chiesa della Beata Vergine Maria (ora in ruderi), cominciò a crescere fino all’alluvione del 1235 e al terremoto del 1248, quando i cittadini si rifugiarono in casali vicini, mentre il territorio viene aggregato a quello di Tricarico. Passa dunque dagli Sforza nel 1382 ai Sanseverino nel 1458, che poi ne perdono il possesso a causa della loro partecipazione alle congiure del 1485 contro re Ferdinando I. Durante il XVI secolo, la popolazione, che agli inizi si aggira intorno alle 1500 unità, si dota della Chiesa Madre, dedicata alla Beata Vergine Maria e il paese viene governato da diversi feudatari, fino a giungere ai De Leyra e nel 1606 ai Revertera. Partecipa alla rivolta nel periodo del brigantaggio (molti attacchi furono effettuati sotto il comando di capi calcianesi). Secondo la tradizione, nel XVIII-XIX secolo, la popolazione si trasferì nella parte superiore del paese a causa di continui alluvioni e frane e costruì la nuova chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista. Il nuovo paese si sviluppa intorno alla chiesa già esistente in onore di Maria SS. della Serra. Nell’Ottocento il comune è stato unito a Garaguso ed Oliveto Lucano fino al 1913, quando raggiunge l’autonomia, e la popolazione, letteralmente cresciuta, sfiora i mille abitanti, per poi superare i 1500 nell’immediato secondo dopoguerra. A causa dell´emigrazione degli anni ‘60 si segna un calo fino agli appena 800 attuali.
Fonte: wikipedia
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5 commenti a ““Non è facile raccontare questa storia a chi non conosce la valle del Basento…””
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bellissimo panorama,e la storia è veramente interessante,bravo
E’ una storia comune a tanti comuni… grazie stella
nel farti i complimenti per questa foto e per la dettagliata storia… ti dico anche che non c’è ancora nessun link… aspetto!
Grazie kikca
…il commento ormai non credo lo approveranno ehehehe
Una storia che si è ripetuta tante volte, è vero. Ma questa volta, è stata fermata da una fantastica foto!!!!