11 Febbraio 2010 alle 16:57

Porta Venosina e le sue scale

di Diana Cocco (Melfi, Basilicata. Castelli e Fortificazioni. Categoria C)

Melfi - Porta Venosina e le sue scale


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A Melfi le mura normanne, unico esempio del genere in tutto il meridione, intervallate da torrioni di avvistamento, circondano interamente il centro storico e si estendono per oltre quattro chilometri e rappresentano un complesso monumentale di grande suggestione. Le brecce presenti sono state praticate nei primi anni del ‘900, per le sorte necessità viarie. Lungo la cinta muraria si aprivano sei porte, delle quali l’unica ancora conservata è la PORTA VENOSINA così detta perchè da essa partiva un’arteria che conduceva alla via Appia e quindi a Venosa. A destra dell’ogiva gotica dell’ingresso è scolpito lo stemma di Melfi e, a sinistra, quello dei Caracciolo che restaurarono le mura a fine 400. A costruire cinta e porte furono i normanni, ma Federico II vi appose una lapide che celebrava l’antica gloria e la grandezza della città, sostituita più tardi da Giovanni II Caracciolo con quella ancor oggi visibile.

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