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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 7/12 (58%); 2° = 10/13 (77%); 3° = 17/27 (63%); 4° = 15/51 (29%);
Posta sulla propaggine meridionale dei Monti Nebrodi, Capizzi è aggrappata alla sommità del monte Verna, a 1200 metri d’altezza. Di origini antiche, passò attraverso le varie dominazioni che si susseguirono in Sicilia e durante il periodo romano il suo territorio fu completamente disboscato, per rafforzare la coltivazione del grano che tutt’oggi rappresenta una delle attività economiche principali di Capizzi. La Chiesa di S. Giacomo, costruita nel 1500, ospita numerose ed interessanti opere come un Crocifisso ligneo barocco, un dipinto di Domenico Gagini raffigurante la Madonna del Soccorso e la statua del patrono S. Giacomo, risalente al XVII secolo. Da vedere gli affreschi sulla Trasfigurazione e sui Quattro Evangelisti e la notevole tela sull’Assunzione della Vergine. Attaccato alla Chiesa vi è l’Oratorio della Compagnia del SS. Sacramento con un bellissimo portico. Il centro storico di Capizzi, con le sue vie che trasudano storia e contornate da costruzioni nobiliari del XVII, XVIII e XIX secolo, come palazzo Russo e palazzo Larcan, costituisce una delle attrattive più affascinanti di questo centro dei Nebrodi. La Chiesa Madre, di origini normanne ma ultimata in forma rinascimentale intorno al 1600, ha una pianta a croce latina, con tre navate, poggiate su colonne in pietra con capitelli dorico-romani. Al suo interno sono custoditi quadri del 600 e dell’800 che riproducono figure di Santi. Di notevole interesse è il battistero, realizzato nel 1600 in pietra, contornato da sculture raffiguranti leoni stilofori. Superati i miseri resti della vecchia fortificazione medievale, si giunge sulla Piazza dei Miracoli dove si trova la Chiesa di S. Antonio da Padova. L’altare principale, insieme alla statua del Santo, offre alla vista decorazioni barocche, colonne tortili e stucchi.
Carica di suggestione e di significato religioso è poi la festa di S. Giacomo, il 26 luglio. Cinquanta uomini a turno portano in processione per le vie del paese la pesantissima vara del patrono, fino ad arrivare nella Piazza dei Miracoli. Qui prendono una lunga rincorsa e si lanciano contro il muro di una vecchia casa che secondo la tradizione doveva essere un tempio pagano. L’operazione viene ripetuta fino a quando il muro non vieneabbattuto.
(Cit. www.nebrodi.org)
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