Risultato voto a scrutinio: 78.5 (Scrutinio: 11°; Totale: 37°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 12/12 (100%); 2° = 13/14 (93%); 3° = 19/26 (73%); 4° = 37/51 (73%);
Risultato Ripescaggio: 67.79 (Posizione: 26°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 30/38 (79%); 2° = 27/38 (71%); 3° = 50/71 (70%); 4° = 89/142 (63%);
La costruzione della rocca nel 1461 metteva fine ad un periodo caratterizzato da forti conflittualità di vario genere per la città di Tivoli; lacerata dai contrasti tra partito guelfo e partito ghibellino, nonché dalle lotte intestine tra i discendenti della casa Colonna e della casa Orsini, la città si trovò costretta a metà del XV secolo a sopire le sue secolari aspirazioni d’indipendenza comunale e ad assoggettarsi infine al potere papale.
Nel luglio 1461 papa Pio II Piccolomini, per la prima volta in visita alla città di Tivoli, per assicurarsene la fedeltà dava l’avvio alla costruzione, affidando i lavori agli architetti Niccolò e Varrone, entrambi allievi del Filarete.
A perenne memoria della capitolazione della “Tibur Superbum” (Virgilio) sul portale d’ingresso alla rocca campeggia ancora l’iscrizione: “grata bonis invisa malis inimica superbis sum tibi tibure enim sic pius instituit” (grata ai buoni, malvista dai cattivi, nemica ai superbi, sono per te, o Tivoli, poiché così volle Pio).
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