15 Febbraio 2010 alle 22:44

Favria ed i suoi airali

di lola23 (Favria, Piemonte. Panorami. Categoria A)

Favria - Favria ed i suoi airali


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Tra il Quattrocento e Cinquecento, Favria era una località di confine con i territori sabaudi, che giungevano fino alla vicinissima Oglianico. Il problema di avere delle mura efficienti diventava quindi enormemente importante. Le mura, infatti, rappresentavano una sicurezza per gli abitanti: che era all’interno godeva di maggiori diritti rispetto a chi stava al di fuori. I nuclei fortificati del borgo erano parecchi: accanto al castello vero e proprio (sede dei signori del luogo) vi erano un “ricetto vecchio” e un “ricetto nuovo” che costituivano il nucleo difensivo del paese. Le mura ed il fossato racchiudevano il centro abitato con il castello e i due ricetti, uno dei quali si trovava ad occidente del castello, come si afferma in un consegnamento del 1715. Di questi due ricetti non rimane alcuna traccia e già nel catasto ottocentesco lo spazio occupato da uno di essi, presso il castello, è ormai rappresentato come recinto del castello stesso. Fuori le mura, gli airali (cascinali) costituivano sui lati settentrionale, meridionale e orientale, tre appendici dell’insediamento principale: essi si erano formati nel corso della ripresa agricola ed economica iniziata nella metà del Quattrocento. Lo sviluppo degli airali dà poi seguito alla costruzione dei cassinas arralium, ovvero quelle case rurali che, costruite sotto il diretto controllo del comune, segnarono il punto di connessione tra l’insediamento medievale e l’espansione moderna del borgo. Oggi giorno, le case rurali adiacenti al centro storico sono state via via trasformate in residenze. Per quanto riguarda gli airali, anche loro furono destinati ad una triste conclusione: il boom edilizio degli anni Novanta, ne ha cancellato le tracce. Ad esempio, la cascina del Castello, antistante la Casa di Riposo D. Nizzia, è stata rasa al suolo per lasciare spazio a palazzine con balconate arcate. Anche la casina della “Ral” è stata demolita per costruirvi moderne villette a schiera. Testimonianze di un tempo che evocano piacevoli ricordi agli anziani, ma che lasciano un vuoto alla storia del nostro futuro.

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