17 Febbraio 2010 alle 01:47

La Rocca Costanza

di Guido Piano (Pesaro, Marche. Castelli e Fortificazioni. Categoria C)

Pesaro - La Rocca Costanza


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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 8/12 (67%); 2° = 7/13 (54%); 3° = 17/27 (63%); 4° = 26/51 (51%);

La rocca Costanza di Pesaro è catalogabile come modello di “rocca di pianura” rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d’apparati a sporgere, forse demoliti in epoca borgesca.

Sappiamo che i lavori di sterro e fondazione della rocca furono iniziati nella primavera del 1474 (dopo lavori di bonifica iniziati sul terreno sin dal 1473), nell’area dell’antico cimitero israelitico a cavallo dell’angolo orientale della medievale cinta malatestiana, che venne in quel punto abbattuta per farle posto. La moderna fortificazione sorgeva a potenziamento di un vertice nevralgico delle mura pesaresi, sia a controllo diretto della Via Flaminia presso la porta Fanestra e sia a controllo della sponda sinistra dell’antico porto medievale sul torrente Gènica, ruolo nel quale sostituiva - in parte inglobandolo - l’avamposto malatestiano medievale del “Tentamento”.
Rocca Costanza, con la sua indubbia prevalenza formale, si configura come il primo e più significativo manufatto fortificatorio marchigiano nell’ambito del tipo della rocca di pianura a quadrilatero con torrioni cilindrici angolari, che tanta fortuna avrà nello scacchiere Riario-sforzesco in Emilia Romagna e nelle Marche con l’epìgona rocca a Senigallia. Nonostante le ristrutturazioni e la perdita dell’originaria configurazione quattrocentesca, quella pesarese, anche per precocità, assume quindi una rilevanza tipologica di livello nazionale che, tramite i disegni di Leonardo, giungerà sino in Francia, a configurare il castello di Chambord presso Amboise, nel 1518.

Recenti studi e rilievi (Mariano 1999), resi possibili a seguito dei rilevanti interventi di restauro da parte della Soprintendenza ai Monumenti delle Marche, hanno reso visibile ed appurata la preesistenza del Mastio malatestiano scarpato (lato NE), poi mantenuto all’epoca di Costanzo Sforza come ricetto isolato dalla piazza d’armi interna tramite un controfossato passante munito di ponte levatoio. Quella che, sino alla recente scoperta, sembrava un tradizionale schema, di derivazione medievale di rocca di pianura quadrata a torrioni cilindrici angolari - per certi versi anche non propriamente d’avanguardia per quegli anni di sperimentazione attiva dei nuovi sistemi della fortificazione di transizione (si pensi solo alle coeve ricerche in merito di Francesco di Giorgio) - viene invece oggi a caratterizzarsi come modello autonomo e tipologicamente originale, in forza proprio della particolare soluzione del lungo controfossato trasverso, allagabile e munito di difese archibugiere, che veniva a separare la piazza d’armi dal potente Mastio malatestiano, recuperato all’uopo in funzione di ricetto autonomo ed autosufficiente, munito inoltre di un sistema di soccorso fortificato verso il mare. Fonte: http://www.mondimedievali.net/castelli/Marche/pesaro-urbino/pesaro.htm#bib

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