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Il castello d’Incisa è di origine piuttosto antica e fu sede dei marchesi di Incisa, signori molto potenti, i quali hanno avuto una parte di tutto rilievo nella storia della zona. Proprio per questo motivo, la fortificazione, nel corso dei secoli, fu al centro di numerosi episodi bellici.
Secondo alcune fonti, l’origine del castello di Incisa risale probabilmente al XI secolo, anche se, notizie certe si hanno soltanto nel 1161, quando viene acquistato da Alberto di Bonifacio Del Vasto, che ne acquisì il titolo marchionale.
Incisa fu capo di un potente marchesato, i cui confini rimasero immutati per numerosi secoli. Esso si estendeva sui due versanti della valle inferiore del fiume Belbo, dalle alture di Vaglio, alle prime distese della pianura alessandrina, comprendendo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, il castello di Incisa, le terre di Vaglio, Cerreto, Castelnuovo, Betonia, Bergamasco e Carentino, nonché parte della Sezzadina, nella valle del Bormida ed i castelli di Montaldo, di Rocchetta Tanaro, Bruno, Fontanile, Mombaruzzo, Castelletto Molina, Ricaldone ed Alice.
Il castello venne parzialmente distrutto alla fine del XIII secolo, e restaurato nel secolo seguente. Fu in parte nuovamente distrutto da una mina durante l’assedio avvenuto nel 1514 da parte del marchese Guglielmo del Monferrato. Il castello, nuovamente restaurato, andò in rovina durante le aspre guerre di successione del Monferrato, la fortificazione venne occupata sette volte tra il 1613 e il 1657, dai vari contendenti.
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