28 Febbraio 2010 alle 11:50

Carpe Diem

di Grace74 (Caserta, Campania. Castelli e Fortificazioni. Categoria C)

Caserta - Carpe Diem


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La torre del Castello di Casertavecchia
La costruzione del castello risale all’861 all’epoca di Pandone il Rapace, conte di Capua e legato al Borgo politicamente. Nell’879 fu costruita una vera fortezza adibita ad abitazione, che negli anni a seguire, sotto il dominio dei Normanni e degli Svevi, assunse l’aspetto di un castello. La struttura era costituita da quattro torri di avvistamento nei quattro punti cardini, e rappresentavano un sicuro baluardo contro ogni tipo di tentativo di aggressione nemica. Ed in caso di assalto al castello, l’ultimo rifugio sicuro restava la torre, la quale con i suoi 32 metri di altezza ed un diametro di circa 10 metri, era munita di un fossato e di conseguenza inaccessibile. La torre aveva due accessi con ponti levatoio, era costituita da tre sale circolari sovrastanti. Quella inferiore apparentemente non ha accessi, e doveva sicuramente servire come deposito di acqua. La sala intermedia, ha solo feritoie. Mentre la parte superiore e costituita da due piani circolari concentri. Quello centrale è più basso di quello periferico che presenta la merlatura, ed e collegato al centrale con due scale. Da questo castello fecero sentire la loro autorità i conti Longobardi, Normanni, Aragonesi e Svevi. Ad oggi del castello, non restano che due sale sovrastanti ad Est dei ruderi e delle tracce di alcune bifore duecentesche, e dove ancora risalta viva la maestosità della torre.

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2 commenti a “Carpe Diem”

  1. Grace74 scrive:

    Carpe diem, letteralmente “Cogli il giorno”, normalmente tradotta in “Cogli l’attimo”, anche se la traduzione più appropriata sarebbe “Vivi il presente” (non pensando al futuro) è una locuzione tratta dalle Odi del poeta latino Orazio (Odi 1, 11, 8). Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: “quam minimum credula postero” (”confidando il meno possibile nel domani”).
    “La filosofia” oraziana del “carpe diem” si fonda sulla razionale considerazione che, all’uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo.
    Solo sul presente l’uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, deve concentrarsi il suo agire, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro.
    Si tratta di una “filosofia”che pone in primo piano la libertà dell’uomo nel gestire la propria vita e invita a essere responsabili del proprio tempo, perché, come dice il Poeta stesso nel verso precedente, “Dum loquimur, fugerit invida aetas” (”Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato”).

    Con quest’immagine, ho voluto rappresentare il futuro, ossia ciò che non ci è dato di vedere, né di sapere, quindi in riferimento al noto concetto del “carpe diem”, vuole essere di monito ad apprezzare ogni singolo istante delle nostre vite, proprio prerchè “Dum loquimur, fugerit invida aetas”…..

  2. pinot scrive:

    Bella nella sua essenzialità di luce e volumi. Ciao da Pinot

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