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Pontecagnano Faiano è un comune di 24.481 abitanti in provincia di Salerno, il cui toponimo è costituito dai centri abitati di Pontecagnano (centro maggiore e sede comunale) e di Faiano. Il comune è spesso chiamato semplicemente Pontecagnano.Il comune si estende ad est della periferia di Salerno, e Pontecagnano è saldata con il quartiere di Fuorni e la zona industriale del capoluogo. Faiano dista circa 4 km da Pontecagnano e sorge in collina, sulla strada verso Montecorvino Pugliano ed a ridosso dei Monti Picentini (e del loro parco regionale). L’area urbana di Pontecagnano si sviluppa lungo la Strada Statale 18 ed è ormai contigua con la frazione di S.Antonio. La cittadina dista dal centro di Salerno 8 km, da Bellizzi 5 e da Battipaglia 9. Il limite comunale occidentale è segnato dal fiume Picentino, mentre quello orientale dal fiume Tusciano.
Lungo la fascia litoranea si estende Magazzeno, frazione composta da ville sparse, villaggi turistici, discoteche e lidi; conosciuta anche come Lido di Pontecagnano.
Il territorio dell’odierno comune di Pontecagnano Faiano vanta una frequentazione che risale all’età del rame (3500-2300 a.C.). Gli scavi archeologici hanno documentato l’esistenza di due santuari, una porzione del centro abitato (oggi visitabile presso il Parco Archeologico) e due necropoli che complessivamente hanno restituito circa 9000 sepolture databili in una cronologia che va dal 3500 a.C. fino all’alto medioevo. In fase preistorica il sito fu abitato dalle popolazioni della cultura del Gaudo tipiche della campania dell’età del rame. Tra il IX e l’VIII secolo a.C. emergono i classici tratti della cultura Villanoviana tipici dell’Etruria del tempo che sfociano nel successivo periodo Etrusco, a cui risalgono le iscrizioni oggi conservate al Museo Archeologico di Pontecagnano insieme a numerosi altri reperti. Nel IV secolo a.C. il centro viene a contatto diretto con alcune popolazioni limitrofe (Sanniti e Lucani) e le tracce archeologiche restituiscono le influenze che le nuove culture hanno esercitato nella società urbana. Per il periodo romano sappiamo grazie alle fonti di Plinio il Vecchio e Strabone che i romani edificarono sul sito della città etrusco-campana, nel 268 a.C. Picentia per accogliere una parte della tribù italica dei Picentini deportata dalle Marche. Picentia insorgerà due volte contro Roma, al tempo di Annibale schierandosi dalla parte di quest’ultimo, fatto che porterà i romani a fondare una nuova colonia, Salerno per controllare il territorio e durante la Guerra Sociale quando viene distrutta (89 d.C.). Notizie che trovano conferme nei reperti archeologici. L’autonomia amministrativa perduta e la dispersione degli abitanti, riducono l’antico centro a frequentazioni modeste attestate con ogni probabilità poco oltre la caduta dell’Impero Romano. Nel 1755 Pontecagnano Faiano era ancora unito a Salerno, come si evince dal Catasto Onciario in cui si evidenziano i luoghi antichi che porteranno alla federazione delle tre frazioni di Ponte, Cagnano e Faiano che formeranno un comune autonomo federandosi fra loro. Dal territorio del nuovo comune saranno escluse molte località di confine, che erano parte integrante di Pontecagnano, che continueranno ad appartenere a Salerno ma che all’epoca rientravano nell’area picentina. Secondo Arturo Bascetta, come si evince dal suo studio sul Catasto Onciario del 1755, facevano parte di Pontecagnano: Piana del Riso, del feudo di Fajano, San Nicola à Cagnano, Vicenza (o Picenza), Taverna Penta, S.Benedetto, Carrera (strada), Torre sul Vicentino, Baccarizza, S.Eustachio-Pastena, Gaviziano, Giovi, Brignano, S.Martino-Rufoli, S.Michele-Ogliara, Pastorano. Un terzo degli abitanti di Salerno si staccherà quindi dalla città per dare vita al nuovo comune.
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