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Oliveto Citra è un comune italiano di 3.953 abitanti, della Provincia di Salerno in Campania. Tracce dei primi insediamenti appartengono alla cultura di Oliveto-Cairano, come si evince dalle numerose tombe rinvenute nelle località Turni, Aia Sophia, Fontana Volpacchio, Piceglia, Cava dell’Arena, Vazze, Isca, Casale. Si tratta generalmente di necropoli datate fra il VIII e il IV secolo a.C. Il primo abitato è stato identificato nella località Civita. Abbandonato, gli abitanti si spostarono nell’attuale sito dve sorge il paese. I primi documenti storici che citano dell’esistenza del paese sono datati 1114, dove si parla della chiesa di Santa Maria de Faris e un documento del 1300 dove Carlo III chiede sostegno al feudatario Johannucius de Oliveto, per la guerra contro gli aragonesi. Si susseguirono numerosi feudatari nel tempo e il borgo seguì le vicende storico-politiche del Principato di Salerno. Con l’unità d’Italia il paese prese l’appellativo Citra per distinguerlo da altri comuni. A seguito del terremoto dell’Irpinia Oliveto ha subito una radicale trasformazione urbana.
Alcuni riferimenti storici certi riguardo un centro con il nome di “Oliveto”, compaiono all’epoca dei Normanni, nel frattempo sovrapposti ai Longobardi ormai in declino; la storiografia ufficiale fa iniziare la loro dominazione intorno alla seconda metà dell’anno 1000: Salerno fu conquistata dai Normanni verso la fine del 1070.
La formazione del regno dei Normanni porterà alla nascita di numerose baronie che avevano insito il germe della rivolta, caratteristica costante di tutta la storia della monarchia nell’Italia Meridionale: quella da loro fondata, infatti, provocò la rottura fra città e campagna, dando spazio alla classe baronale che riduceva sempre di più le terre libere, alimentando di conseguenza il distacco fra le popolazioni e il potere dominante.
Una delle conseguenze fu il fenomeno dell’incastellamento e delle fondazioni di nuovi nuclei abitati, che rispondevano alla morfologia dei centri che si arroccavano e aggregavano intorno a un nucleo fortificato, entrambi segni del costituirsi delle signorie fondiario-territoriali.
Anche gli abitanti delle varie località di Oliveto, quindi, si trasferirono attorno al nuovo castello, edificato appunto dai Normanni, per assicurarsi la loro protezione; fu edificato, di conseguenza, sulla sommità di una grande formazione rocciosa, che dominava naturalmente tutta la valle, con ovvie funzioni di difesa e che riprendeva un disegno castrense, abbastanza ricorrente nelle architetture fortificate normanne. La prima data certa di epoca medievale è il 1114: un documento riferisce di una trattativa che riguardava S. Maria de Faris (o Foris), casale di Oliveto (notizia non certa), tra il signore Gionata di Balvano e Guglielmo de Touille. Più in particolare Oliveto è ricordata all’epoca del Catalogo dei Baroni; d’ora in poi, e fino a tutto il Rinascimento, il Castello di Oliveto fu sede dei feudatari e dei baroni locali.
Negli anni 1260-70 Oliveto era feudo di Giovannuccio (Johannucius de Oliveto); periodo che coincise anche con l’inizio della feroce dominazione angioina.
Intorno al 1290 Carlo II d’Angiò divise il Giustizierato in due, creando così il “Principatus a Serris Montorii Citra” ed il “P. a Serris Montorii Ultra”, ossia il principato Citeriore, oggi provincia di Salerno, e il P. Ulteriore, provincia di Avellino.
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