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Arroccato su un fianco del Monte Curio a 376 m.s.l.m, questo piccolo centro della provincia di Latina, per la sua particolare posizione geografica gode di un ampia visuale.
Infatti Roccasecca dei Volsci è il paese dei belvedere. Da qui è possibile osservare i monti Ausoni, Aurunci ed i Lepini, che vanno dal versante della Semprevisa a quello Ciociaro. La visione dell’ agro pontino, della valle dell’Amaseno, del promontorio del Circeo, delle isole Pontine, dell’area archeologica dell’antica Privernum e i paesi di Maenza, Roccagorga, Prossedi, Sonnino e Priverno, suscita un’infinità di forti sensazioni.
Il verde degli ulivi della valle si unisce al verde dei boschi di castagno, olmi, carpini, lecci del monte Arto di Pisterzo (810) e del monte delle Fate (711) che circondano il paese.
Roccasecca, negli ultimi anni, ha vissuto un chiaro esempio di valorizzazione delle risorse ambientali. La sua parte più alta è frequentata da numerosi amanti del deltaplano. Proprio da Monte Curio (651) ogni giorno si vedono volare gruppi di acrobati dell’aria che altri non sono che cercatori di venti favorevoli e di panorami mozzafiato.
La valle dell’ Amaseno è celebre nella storia anche grazie all’immortale poema Virgiliano (Eneide, cap. XI). Qui avviene il mitologico episodio di Metabo e Camilla. Metabo, re dei Volsci, in una insurrezione popolare viene cacciato da Priverno ed è costretto a fuggire e a vagare per i monti con in braccio la piccola Camilla. I suoi nemici non cessano di dargli la caccia e giunge, cercando scampo, nel fiume Amaseno.
Lo trova però ingrossato e tumultuoso per la piena e non rischia di passarlo a nuoto con la bimba al collo. Allora prende un’estrema decisione: avvolge la piccina in una scorza di sughero, che lega alla sua lunga e poderosa lancia e la scaglia, con tutte le sue forze, al di là del fiume.. La lancia va a piantarsi nella riva opposta. La piccola è così
salva. E’ probabile che questo avvenisse presso le pendici di Monte Alto. Le origini di questo piccolo centro sono avvolte nella leggenda e qui la mitologia è diventata storia. Basti pensare che insieme ai Volsci, i Latini, i Romani, hanno segnato di molte vicendequeste terre diventate poi possedimento dello Stato Pontificio. E proprio qui molti Papi sono transitati. Allo stesso modo dei paesi limitrofi, così Roccasecca fu rifugio da tempi memorabili di piccole guarnigioni e fuggiaschi scampati agli attacchi dei Romani prima e alle truppe di Carlo Magno in seguito alla Piperno Volsca e Latina. Il nome del paese non lascia scampo a dubbi: siamo nella terra dei Volsci. I Volsci fu gente che fece del controverso rapporto con l’impero Romano uno degli elementi più importanti della propria identità. Pur confinando con la più potente città dell’impero, la grande Roma, queste popolazioni tenteranno sempre di mantenere una propria autonomia mai completamente sottomessi. I Volsci provvedevano a rifugiarsi tra le montagne, per difendersi. Tipicamente simile ai villaggi laziali nati per scopi militari, con Torri d’avvistamento, già nel 1217 Roccasecca figura nell’elenco dei paesi della diocesi di Priverno.
La sua importanza viene oltremodo confermata da ripetuti attacchi bellici, che nel corso della sua secolare storia il paese ha subito con due tremende distruzioni: la prima nel 1125 ad opera delle truppe di Papa Onorio II, la seconda da parte dei
soldati del Francese Carlo VIII che nel 1425 faceva radere al suolo il piccolo abitato in omaggio alla amicizia che lo legava alla famiglia dei Colonna, in quel periodo ostinati oppositori del Papa. Siamo nella terra dei Papi e questi più di ogni altra autorità hanno deciso le sori del nostro territorio. La storia del centro urbano di Roccasecca dei Volsci si fa risalire al IX sec. Sul luogo di una torre d’avvistamento romana si sviluppò nel medioevo l’insediamento che fino al 1205 si chiamava Castrum S. Crucis. Appartenne ai Conti di Ceccano, ai Carafa, ai Massimo, ai Gabrielli e agli Altieri. Tra queste famiglie la più importante per le opere realizzate è sicuramente quella degli Aristocratici Romani Massimo che il 10 giugno del 1558 si succedettero alla guida del feudo. Questi inizialmente scelsero Prossedi ma successivamente stabilirono intorno al 1608 che Roccasecca fosse il centro del loro feudo e iniziarono una serie di interventi architettonici e artistici allo scopo essenziale di riaffermare la loro importanza
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