Risultato voto a scrutinio: 9.29 (Scrutinio: 1425°; Totale: 12094°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 7/14 (50%); 2° = 4/14 (29%); 3° = no; 4° = no;
Nel 1604 il Barone Don Lucio Bonanno e Colonna chiedeva al Senato di Siracusa l’autorizzazione a poter costruire, nel suo feudo di Floridia, altre case a quelle già esistenti, in modo di ingrandire l’abitato e dargli forma di Borgo, fermo restando i diritti economici e legali da svolgere sempre a Siracusa. La richiesta fu accolta il 1° giugno del 1626 con il patto di inalterabilità di tutti i diritti che Siracusa godeva in Floridia. Ma l’autorizzazione del Senato Siracusano non bastava, occorreva anche il consenso dei Re, e tale consenso giunse da Palermo a Siracusa il 31 marzo del 1627 e consegnato al Barone Bonanno il dì del 6 maggio dello stesso anno.
L’iniziativa del Barone Bonanno apparve a tutti eccellente e l’esempio fu seguito da altri nobili che si decisero a dare inizio a nuovi Borghi nelle loro terre, e precisamente il Barone Don Giuseppe Bonanno, Principe di Linguaglossa, sopra le balze di Belvedere nel 1653, il Principe Francesco Platamone in Rosolini nel 1675, il nobile Mario Danieli, Marchese di Bagni, per Canicattini.
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