25 Luglio 2009 alle 17:41

i resti del castello di Olevano

di gianniB (Olevano sul Tusciano, Campania. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Olevano sul Tusciano - i resti del castello di Olevano


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I ruderi del castello, il cui nucleo principale è posto tra i due massi rocciosi che sono sulla sommità del monte omonimo, sorgono a circa 650 metri sul livello del mare. La funzione della fortezza era principalmente quella di ospitare la popolazione durante gli attacchi e le scorrerie piratesche che venivano dal mare, attraverso la pianura sottostante. Esso assolve a compiti decisivi per la difesa del principato di Salerno e proprio per la sua posizione non fu mai espugnato. Infatti l’insediamento domina tutta la pianura fino al mare per cui ogni movimento di truppe era ben visibile, tanto da permettere alla popolazione di potersi rifugiare nelle sue mura ed avere il tempo disponibile per prepararsi a sostenere gli attacchi. Nella seconda cinta di mura (la prima è ben visibile in alcuni tratti nei pressi del centro antico sottostante - erano inglobate le torrette di avvistamento e un portone di accesso. Essa cinge l’ampio pianoro costituente la maggior parte dell’area archeologica del Castrum - esso stesso edificato su preesistenze greche e romane - oggi sconvolta da una recente opera di forestazione con messa a dimora di centinaia di pini e abeti. Percorrendo la pineta, un piccolo sentiero conduce ai ruderi racchiusi nella prima cinta; dopo pochi minuti di salita si incontrano i ruderi della chiesa del castello, edificata extra moenia; essa è leggibile in pianta e presenta la navata ed una piccola abside: notizie la intestano a Santa Maria degli Angeli. Proseguendo, si intravedono a ridosso della pineta, due torrioni a pianta quadrata, posti a breve distanza tra loro, uniti da un pianerottolo su un muraglione terrapieno. Le fabbriche, costituite da pietra del luogo e riutilizzo di materiale di risulta, hanno assunto una colorazione identica alle rocce cui sono aggrappate per cui diventa impossibile, da una certa distanza, individuare la differenza tra lei e la roccia stessa. Il nucleo conserva buona parte delle strutture portanti che permettono ancora un’agevole lettura degli ambienti: infatti nell’androne principale, dipartono verso est il belvedere costituito da un torrione sormontato da un arco che si affaccia sulla valle del Tusciano; verso sud il salone di rappresentanza ed altri locali di pertinenza siti anche a livelli superiori; nella parte più bassa esistono anche cisterne scavate nella roccia nelle quali confluivano le acque meteoriche, sia naturalmente sia convogliate attraverso canalizzazioni in cotto. La struttura occupa l’intero spazio tra i due massi la cui sommità è raggiungibile attraverso arditi camminamenti naturali e a tratti manufatti. E’ ancora visibile un arco sospeso nella zona più alta del secondo masso. Alla base di quest’ultimo esiste una piccola grotta nella quale, narra la leggenda, era inizialmente la statua di San Michele, poi trasferita nella grotta grande attuale dimora dell’Arcangelo. I ruderi del Castrum Olibani sono raggiungibili dalla frazione Salitto proseguendo per la località Cannabosto da cui, immediatamente verso destra, salendo, parte una strada sterrata che conduce direttamente al Castrum.

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