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Prignano Cilento è un comune di 870 abitanti della provincia di Salerno. Notizie più concrete dell’esistenza di questo sito si hanno solo a partire dal 1071.
Non esistono elementi per stabilire se questa parte del distretto di Lucania, rientrava in età normanna, precisamente sul finire dell’XI secolo, fra le terre che Ruggiero Borsa (1085-1111) figlio di Roberto il Guiscardo diede in feudo alla famiglia Sanseverino. Questa, però, certamente lo acquisí prima del 1112, dando poi Prignano in suffeudo alla famiglia che assunse il nome del villaggio come proprio cognome e della quale i superstiti documenti ricordano come primo rappresentante un Guglielmo di Prignano, citato come garante in una donazione del 1185.
Prignano fu poi perduto dai Sanseverino insieme agli altri villaggi della Baronia di Cilento a seguito della Congiura di Capaccio (1246), ma poi venne ad essi restituito con tutti gli altri loro feudi da Carlo I d’Angiò, che fece accertare con il Processo del 1276 quali erano i centri della Baronia in loro diretto dominio. Tra questi figuravano anche Prignano ed il limitrofo villaggio di Puglisi, entrambi poi dati in suffeudo alla famiglia Prignano. Questi, ai princípi del XV secolo, ottennero in concessione dai Sanseverino anche i feudi di Vatolla e Pagliara, mentre nel corso di quello stesso secolo i loro possedimenti si accrebbero con il possesso di Melito, villaggio formatosi sul confine fra le terre di Prignano e quelle di Agropoli e del quale non si hanno notizie prima del 1489.
Antonello di Prignano nel 1548 vendè i feudi di Prignano, Puglisi e Melito a Prospero Lanara. Dal 1548 si ebbero un susseguirsi di vendite , riacquisti e donazione dei tre villaggi fino al 1701, quando i Cardone con il titolo di Marchesi tennero le tre entità feudali unite in loro possesso fino all’eversione della feudalità (1806).
In Prignano vi era nel XVII secolo un convento di Agostiniani dedicato a s. Antonio, che fu soppresso nel 1652, andandone le rendite in parte al monastero femminile della Castelluccia, in parte alla parrocchiale del luogo.
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