3 Agosto 2009 alle 16:05

Lanuvio…..Lanuvium

di gianniB (Lanuvio, Lazio. Panorami. Categoria B)

Lanuvio - Lanuvio.....Lanuvium


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Lanuvio (l’antica Lanuvium) è un comune di 12.324 abitanti situato in provincia di Roma, a circa 33 km a sud est della capitale, sui Colli Albani; fa parte dei Castelli Romani. Il territorio di Lanuvio ricade in parte all’interno dei confini del Parco regionale dei Castelli Romani. Le prime notizie attendibili che abbiamo della cittadina ci testimoniano che, sul finire del VI secolo a.C., faceva parte dei trenta populi della lega latina, populi che si riunivano nel lucus di Diana Nemorense. Insorse, insieme ad altre città latine, contro Roma, nella battaglia presso Aricia (504 a.C.), in quella del lago Regillo (496 a.C.), nel 383 a.C., nel 341 a.C., con esiti quasi sempre negativi.
In seguito all’ultima e definitiva sconfitta avvenuta nel 338 a.C., perse, insieme alle altre cittadine del Latium Vetus, l’indipendenza, ma già nel 332 a.C. ottenne un trattamento di privilegio e la Civitas cum suffragio da parte di Roma, in cambio di ammettere il popolo romano ad amministrare la metà dei proventi del santuario di Giunone Sospita.
Dal 332 a.C. fino allo scoppio della prima guerra civile (87-86 a.C.), Lanuvio mantenne un elevato grado di benessere, ma parteggiando in questo ultimo frangente per Silla, venne ridotta da Mario a colonia militare. Siccome gli eventi di quegli anni erano soggetti a repentini mutamenti politici, avvenne che il partito mariano cadde in rovina e Lanuvio, in poco tempo, ritornò ad essere una cittadina di primissimo piano. Le fonti antiche, infatti, ci testimoniano come Lanuvio, a partire dall’età tardo-repubblicana, divenne meta dei personaggi più in vista della politica romana, vi ebbero dimora: Marco Emilio Lepido, Marco Giunio Bruto, Augusto e Marco Aurelio. Diede anche i natali al console dell’anno 62 a.C. Lucio Licinio Murena e agli imperatori Antonino Pio e Commodo.

Con l’editto di Teodosio del 391, che sanciva il cristianesimo come unica religione dell’impero romano, iniziò la decadenza e l’inesorabile abbandono dell’antica Lanuvio. Questo editto comportò infatti anche l’immediata chiusura di tutti i templi pagani tra cui anche quello di Giunone Sospita, funzionante fin dal VI secolo a.C., e che era stato l’elemento propulsore della cittadina per dieci secoli.

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